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“11.11.2007 – 11.11.2021 Gabriele vive”: centinaia i manifesti sui muri di tutta Roma

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“11.11.2007 – 11.11.2021. Gabriele vive”. Sono centinaia i manifesti e gli stencil che sui muri di tutta Roma ricordano Gabriele Sandri a quattordici anni dalla sua morte. Una notte di affissioni per tifosi e amici che come ogni anno hanno voluto omaggiare la memoria del ragazzo di Balduina, noto dj della Capitale e tifoso biancoceleste, ucciso l’11 novembre del 2007 da un colpo di pistola sparato dall’agente Luigi Spaccarotella nei pressi dell’area di servizio di Badia al Pino, sulla A1, dove Gabbo era di passaggio mentre andava in trasferta a San Siro per la gara della Lazio contro l’Inter.

Cosa era successo a Gabriele Sandri

Un accenno di rissa con alcuni tifosi juventini, l’intervento della Polizia Stradale e quello sparo da grande distanza, dalla parte opposta della carreggiata, che uccide Sandri: raggiunto al collo da un proiettile mentre era seduto in macchina. Muore a 26 anni. 
Una domenica tragica, di lutto e di rabbia. Nel 2012 la Cassazione conferma per l’agente Spaccatorella la condanna a 9 anni e 4 mesi per “omicidio volontario”. Roma non dimentica uno dei suoi “figli”. 

Nel 2017, sotto la Curva Nord dello Stadio Olimpico, in oltre 500 hanno partecipato alla manifestazione di commemorazione per Gabriele Sandri a dieci anni dalla sua morte: la famiglia; gli amici; i tifosi della Lazio e alcuni esponenti della polisportiva; c’era anche Gabriele Paparelli, figlio di Vincenzo ucciso da un razzo sparato dalla curva sud il 28 ottobre del 1979 nel derby più tragico nella storia della Capitale; gli ultras d’Italia “amici” e anche quelli più avversi. Tutti uniti nel nome di Gabbo. 

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