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Novembre 29, 2022, martedì

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Aggressione omofoba a Valle Aurelia, sempre più vicini all’aggressore: è dibattito sulla Legge Zan

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E’ arrivata poche ore fa una svolta nelle indagini sull’aggressione della coppia gay alla stazione della metro di Valle Aurelia, avvenuta lo scorso 26 febbraio. La Polizia sembra infatti sempre più vicina al responsabile del pestaggio

La denuncia della coppia gay picchiata a Valle Aurelia

I poliziotti del commissariato Aurelio sono risaliti a un uomo che, stando ai primi accertamenti, potrebbe essere il colpevole dell’indegna aggressione. Le immagini diffuse su internet hanno mostrato un uomo che, vedendo due ragazzi scambiarsi un bacio alla stazione di Valle Aurelia, ha attraversato i binari per prima insultarli a parole e poi picchiarli con calci e pugni. I due ragazzi, Jean Pierre Moreno, 24 anni, attivista lgbtq fuggito dal Nicaragua proprio le discriminazioni nel suo Paese, e Alfredo Zenobio, 28 anni, compagno, hanno denunciato pubblicamente l’accaduto. Questo ha permesso alle forze dell’ordine di restringere il cerchio dei responsabili, anche grazie ai video di sorveglianza della stazione e ad una ripresa tramite telefonino integralmente diffusa da un amico della coppia.

Le due giovani vittime del pestaggio per fortuna non hanno riportato lesioni critiche, ma la possibilità che i danni potessero essere più importanti aggravava la natura del reato, ora considerato di lesioni aggravate. Conferma Valentina Ciaramella, avvocatessa che segue il caso di Jean Pierre e Alfredo: “Le conseguenze fisiche non sono state fortunatamente pesanti perché i ragazzi hanno reagito, ma è stato un caso fortuito. Il video a un certo punto si interrompe, ma l’aggressione è continuata. L’uomo ha riattraversato la banchina, e dall’altro lato ha iniziato a tirare pietre addosso ai ragazzi. Poi è arrivato il treno, loro sono saliti per allontanarsi e lui è riuscito a salire sullo stesso treno, pur in un altro vagone. I ragazzi hanno dato l’allarme, ma alla stazione successiva l’aggressore si era ormai dileguato“.

Il dibattito politico e la necessità di provvedimenti come la Legge Zan

Il video diffuso su internet e sui social network ha alimentato un dibattito già esistente, vivo anche a livello politico. In questi giorni si discute infatti sulla cosiddetta “Legge Zan“, in attesa di approvazione in Senato. Il ddl, proposto appunto dal senatore Alessandro Zan, è finalizzato alla lotta contro l’omotransfobia. E’ poi partita una raccolta firme per la calendarizzazione dell’approvazione del ddl.

Ha dichiarato inoltre Rosario Coco, referente di Gaynet Roma, che ha sostenuto Moreno e Zenobio nella loro denuncia: “L’attenzione del mondo politico di fronte al caso Moreno deve necessariamente tradursi in un impegno concreto per l’approvazione della legge Zan contro omotransfobia, misoginia e abilismo, che è solo un primo passo per colmare il divario che ci separa dall’UE sui diritti civili. Chi ha espresso da destra solidarietà a Jean Pierre, come Giorgia Meloni, passi ai fatti e voti questa legge. Dire che la normativa esistente è sufficiente è semplicemente falso”.

Coco ha infine ricordato che, ad oggi, l’osservatorio per la sicurezza contro i reati discriminatori della Polizia di Stato è impossibilitato a fornire i dati sui crimini omotransfobici a livello europeo, proprio perchè assenti nel database unico delle forze dell’ordine. “Ciò accade proprio perché la legge non include queste fattispecie accanto a razzismo e discriminazione per nazionalità e religione – ha sottolineato Coco – La difficoltà di denunciare questi episodi, l’under-reporting, è stata infine per l’ennesima volta dimostrata dalla vicenda dei due ragazzi. Provvedimenti come la Legge Zan sono stati votati in Europa anche da governi di centrodestra”.

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