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Dicembre 5, 2022, lunedì

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”Amleto die fortinbrascmaschine”, Roberto Latini al Teatro Basilica dal 27 ottobre

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Teatro Basilica, AMLETO DIE FORTINBRASCMASCHINE di e con Roberto Latini; in scena Dal 27 al 30 ottobre 2022 – giovedì – sabato 21.00 / domenica 17.45.

Al Teatro Basilica arriva Roberto Latini con la riscrittura di Amleto

Roberto Latini Amleto Teatro Basilica
Photo Credits: Fabio Lovino

Roberto Latini arriva al TeatroBasilica – dal 27 al 30 ottobre – con il suo AMLETO DIE FORTINBRASCMASCHINE, musiche e suoni Gianluca Misiti.
DIE FORTINBRASMASCHINE è la riscrittura di una riscrittura. Nel 1977 Heiner Müller componeva un testo che era liberamente ispirato all’Amleto di Shakespeare. Oggi, tentiamo una scrittura scenica liberamente ispirata alla Hamletmachine di Heiner Müller.

“Lo facciamo tornando a Shakespeare, ad Amleto, con gli occhi di Fortebraccio, con l’architettura di Müller, su un palcoscenico sospeso tra l’essere e il sembrare. Intitoliamo a Fortebraccio il nostro sguardo sul contemporaneo, la caccia all’inquietudine nel fondo profondo del nostro centro, per riscriverci, in un momento fondamentale del nostro percorso. Ci siamo permessi il lusso del confine e abbiamo prodotto da quel centro una deriva. Una derivazione, forse; alla quale riferirci nel tempo, o che probabilmente è il frutto maturo di un tempo che già da tempo è il nostro spazio. ”

E, ancora, continua Latini:

”Di Heiner Müller conserviamo la struttura, la divisione per capitoli o ambienti e componiamo un meccanismo, un dispositivo scenico, una giostrina su cui far salire tragedia e commedia insieme. Die Hamletmaschine è modello e ispirazione: Album di Famiglia; L’Europa delle donne; Scherzo; Pest e Buda Battaglia per la Groenlandia; Nell’attesa selvaggia, Dentro la orribile armatura, Millenni. Ci accostiamo alla potenza della sua intenzione trattandolo come un classico del nostro tempo.La riflessione metateatrale e quindi culturale e quindi politica che ci ha sempre interessato, la capacità del teatro di rivolgersi a se stesso, alla sua funzione, alla sua natura, per potersi proporre in forme mutabili, mobili, è la voce dalla quale vorremmo parlare i nostri suoni. Amleto e Fortebraccio sono lo stesso specchio, come quello in cui il nero si vede bianco”.

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