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Dicembre 8, 2022, giovedì

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Animali in fuga dall’Ucraina: tutte le direttive per accoglierli in sicurezza

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Per accogliere in sicurezza gli animali domestici in arrivo dall’Ucraina, il Ministero della Salute italiano ha pubblicato un opuscolo con tutte le direttive.

Animali che fuggono dall’Ucraina, proprio come le persone

La situazione disastrosa in Ucraina sta costringendo le persone ad abbandonare il paese alla ricerca di un rifugio in luoghi più sicuri. La fuga non riguarda solo le persone, ma anche gli animali. In particolare, quelli d’affezione sono i più coinvolti. Non a caso in Italia il Ministero della Salute ha deciso di pubblicare un opuscolo informativo dedicato. La motivazione della scelta è da ricercarsi in un problema legato alla salute dei pet. Nel 2008 in Italia si sono verificati casi di rabbia silvestre. È una patologia che viene trasmessa dalla fauna selvatica, a causa dell’epidemia scoppiata proprio in Ucraina e in altri paesi dell’Est Europa. Questa aveva coinvolto anche gli animali d’affezione.

Emergenza animali

La malattia affrontata dal nostro paese era stata debellata nella sua versione domestica negli anni ’70. Di conseguenza, l’opuscolo, redatto con il Centro Nazionale di Referenza della Rabbia dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie è fondamentale per regolamentare l’ingresso dei pet in Italia. Quindi quali animali possono entrare in Italia dall’Ucraina? Gli animali domestici presenti in Ucraina possono entrare in Italia solo seguendo un iter ben preciso. In primis devono essere accompagnati dal proprietario.

È vietato l’ingresso di cani e gatti randagi o di quelli ospitati dai rifugi ucraini, anche se sono dotati di microchip e vaccinati. Questa distinzione ha provocato il disappunto di cittadini e associazioni animaliste. La scelta è considerata discriminatoria e penalizzante. La distinzione fatta si è resa però necessaria in quanto il Ministero della Salute deve attendere ulteriori indicazioni da parte della Commissione Europea.

La procedura per entrare in Italia

Il proprietario dell’animale, una volta giunto alle frontiere delle nazioni confinanti con l’Ucraina (Polonia, Ungheria, Slovacchia, Romania) e prima di arrivare in Italia, deve fornire i propri dati alle autorità competenti. Le autorità sono poi obbligate a inviare un messaggio di posta elettronica all’indirizzo UA-pets@sanita.it, indicando: le specie, quanti animali sono in viaggio, il nome del proprietario e l’indirizzo di destinazione. Una volta che pet e proprietari sono arrivati in Italia, sono accolti in strutture specializzate.

Animali con microchip o senza

La procedura varia a seconda che gli animali abbiano o meno il microchip, oltre che il certificato di vaccinazione contro la rabbia silvestre. Se gli animali domestici li hanno, i veterinari verificheranno che gli animali sono realmente immuni dalla malattia. In caso di esito positivo, dovranno comunque rimanere in osservazione per tre mesi. Con l’esito negativo si potrà arrivare fino a un massimo di sei mesi. Se gli animali non hanno microchip o certificato, si procederà con la vaccinazione e la microchippatura, in seguito alle quali si dovranno attendere almeno tre mesi.

Quali differenze tra cani e gatti

Ci sono differenze nelle procedure a seconda che l’animale domestico sia un cane oppure un gatto. Il protocollo introdotto dal Ministero della Salute per i cani prevede che possano uscire di casa durante il periodo di osservazione, ma solo con guinzaglio e museruola. I gatti, invece, non potranno mai uscire di casa per tutto il periodo di osservazione.

Le cure gratuite per i pet in fuga dall’Ucraina

Una volta entrati in Italia, gli animali in fuga dall’Ucraina potranno ricevere cure gratuite grazie all’iniziativa dell’organizzazione Humane society international (Hsi), in collaborazione con le federazioni europee dei veterinari (Fve e Fecava). Il programma “Vets for Ukrainian pets” è valido fino al 21 maggio e metterà a disposizione dei veterinari di 38 nazioni (tra cui appunto l’Italia), 250 euro di rimborso per coprire i costi delle cure per patologie gravi, vaccini e microchip per un massimo di cinque cani, gatti, cavalli o altri animali da compagnia.

Ylenia Iris

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