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Dicembre 8, 2022, giovedì

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ASL Latina, irregolarità sui concorsi pubblici: due arresti

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Personale della Squadra Mobile della Questura della città pontina e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina, nella mattinata di ieri hanno dato esecuzione a ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di Claudio Rainone, Direttore dell’U.O.C. Reclutamento ed ex Dirigente Amministrativo Facente Funzioni della ASL Latina, e di Mario Graziano Esposito, funzionario della predetta Unità organizzativa, sottoposti agli arresti domiciliari.

ASL Latina: i responsabili e cosa è successo

I reati ipotizzati sono quelli di falsità ideologica in atti pubblici e rivelazione di segreti d’ufficio entrambi nella forma aggravata. Le indagini, coordinate dal Procuratore Aggiunto, e dal Sostituto Procuratore e delegate alla Sezione Anticorruzione della Squadra Mobile e al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza pontini, hanno riguardato due concorsi pubblici indetti, rispettivamente nel settembre 2019 e nel dicembre 2020, e svolti in forma aggregata tra le Aziende Sanitarie Locali di Frosinone, Latina, Viterbo e Roma 3, con la ASL di Latina individuata quale Capofila, entrambi caratterizzati da un elevato numero di partecipanti.

Le selezioni si sono tenute nei mesi di agosto e dicembre del 2020: la prima, relativa a n. 23 posti da collaboratore amministrativo professionale cat. D, ha visto la presentazione di quasi 1.300 istanze di partecipazione, mentre per la seconda, relativa a n. 70 posti con qualifica di assistente amministrativo cat. C, sono state presentate più di 2.900 domande. Le procedure concorsuali “inquinate” sono accumunate dalla compresenza di entrambi gli indagati nella composizione delle commissioni esaminatrici in qualità, rispettivamente, di Presidente e Segretario.

Le indagini

Le indagini hanno permesso di accertare che gli indagati, nei giorni precedenti le prove scritte e orali, hanno rivelato i quesiti predisposti per il concorso, ovvero le domande che sarebbero state poste in sede di esame, attestando falsamente la regolarità della procedura dei verbali della commissione. Dal complesso delle attività investigative eseguite dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia di Stato, è chiaramente emerso come, in entrambi i concorsi, le procedure previste dai bandi a tutela dell’imparzialità della Pubblica Amministrazione e volte a favorire il merito degli aspiranti, siano state “piegate” e falsate in favore di rapporti di conoscenza più o meno diretta dei candidati.

Anche se “soloin cinque casi è stato possibile identificare i beneficiari delle “anticipazioni”, accertando come i membri della Commissione, in particolare Rainone, abbiano contattato i candidati per comunicare loro le domande che avrebbero posto in sede di esame orale, tutti gli accertamenti compiuti hanno evidenziano come l’utilizzazione distorta della procedura concorsuale sia stata ampia con la conseguenza che lo spettro di “favori” elargiti dagli indagati grazie a tale meccanismo illecito sia estremamente vasto, come vasta appare la rete di connivenze creatasi.

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