Aumentano le incursioni dei lupi nella zone limitrofe alla città di Roma. Molti pastori si sono ritrovati con le pecore sbranate, perciò hanno deciso di lanciare l’allarme.
Molti però sono scettici, in quanto affermano che il lupo sia un animale mansueto e che raramente attacca l’uomo – e che, anzi, sia stato l’uomo a provocare questa situazione costruendo nuovi edifici in zone verdi.
Nonostante questa divisione, è innegabile che i lupi intorno alla Capitale sia aumentanti notevolmente. E’ stata quindi creata una mappa delle zone in cui questi animali sono stati avvistati – Parco di Veio, Marcigliana, Castelli, e molti altri luoghi.
Le testimonianze
Pietro Frasca, pastore in zona Anzio, racconta che durante la pandemia alcune delle sue pecore sono state sbranate. Facendo fare l’autopsia, il veterinario gli ha detto che dovevano essere stati per forza dei lupi.
Da quel momento il pastore vive nel terrore, specie la notte, temendo per la vita delle sue pecore – da marzo 60 di queste sono state sbranate, anche un cucciolo di cane.
Spiegando che lui è la sesta generazione di allevatori della sua famiglia, Pietro conclude che è dal 1800 che sono presenti così tanti lupi.
Trovare una soluzione
La situazione non è per nulla semplice, anzi bisogna trovare una soluzione il prima possibile – perché moltissimi ovini continuano ad essere uccisi, come ad Anguillara, dove la situazione è critica.
Non solo, la città di Roma è circondata da zone in cui i lupi attaccano le pecore di molti allevatori; in alcuni casi aggrediscono anche i cani di alcuni operai.
I branchi solitamente si cibano di cinghiali, specialmente nel centro Italia, ma l’aumento di attacchi verso ovini in zone limitrofe alla Capitale sta dando origine ad una situazione che rischia di degenerare.
Virginia Campolongo