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Dicembre 3, 2022, sabato

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Bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio: in manette imprenditore “delle Università”

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I finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, stanno dando esecuzione ad un’ “ordinanza in materia di misure cautelari personali e decreto di sequestro preventivo”, emessa dal GIP del Tribunale di Roma su richiesta della citata Autorità Giudiziaria, nei confronti di un noto imprenditore, dominus di un primario gruppo operante nel settore dell’istruzione e formazione universitaria, e di un suo stretto collaboratore nell’ambito di un’indagine che vede coinvolti sei soggetti responsabili, a vario titolo, dei reati di bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Ecco le indagini che compongono l’operazione “Tutoring” che hanno portato all’arresto l’imprenditore delle Università.

Imprenditore “delle Università”: società utilizzate come “bare fiscali”

Le indagini riguardano i fallimenti di due importanti società, vere e proprie “bare fiscali” che sono state portate a decozione con un passivo complessivo di oltre 180 milioni di euro, attraverso le quali, negli anni, l’imprenditore, oggi tratto in arresto, ha distratto asset dalle società e sfruttato importanti marchi del comparto dei servizi di istruzione e formazione, eludendo il versamento di ingenti imposte dovute all’Erario. In particolare, le investigazioni hanno consentito di rilevare che gli indagati, ricorrendo a vere e proprie società qualificabili come “scatole cinesi”, anche di diritto estero, hanno ideato e realizzato una serie di complesse operazioni societarie, commerciali e finanziarie tra le quali spiccano:

la creazione di una società fiduciaria in Lussemburgo, intestata a terzi ma, di fatto, riconducibile agli indagati, mediante la quale è stata dissimulata la reale proprietà dei beni immobili e marchi, sottratti alle imprese fallite e fatti confluire in un’ulteriore società creata ad hoc, oggi sottoposta a sequestro;

la distrazione di ingenti risorse finanziarie destinate a società controllate e collegate attraverso l’appostazione di partecipazioni (poi svalutate) e la concessione di plurimi finanziamenti e prestiti allo stesso dominus, a suoi familiari ed a persone a lui vicine, nella realtà mai restituiti.

Le misure cautelari

Le Fiamme Gialle hanno dato esecuzione a due misure cautelari personali: arresti domiciliari per il dominus del gruppo imprenditoriale e una misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività di impresa per un anno nei confronti di un suo collaboratore risultato essere il depositario delle scritture contabili nonché incaricato della gestione finanziaria di alcune aziende del gruppo. Sono state, altresì, sottoposte a sequestro le quote societarie di un’importante società tuttora attiva nel settore dell’istruzione, disponibilità finanziarie e immobili, tra cui lo stabile ove ha sede una primaria università telematica, per un valore complessivo di circa 28 milioni di euro. L’imprenditore “delle Università”, quindi, ha finito di frodare lo Stato grazie all’intervento della Guardia di Finanza.

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