Calciomercato Frosinone, Angelozzi ha parlato delle ultime trattative

Il direttore tecnico, e uomo forte delle trattative dei gialloblù, si è dilungato sull’ultimo calciomercato messo in scena dal suo Frosinone. Ecco cosa ha detto il dirigente.

Un mercato che sta facendo la differenza, insieme al bel gioco dato da mister Eusebio Di Francesco. Il Frosinone Calcio sta dimostrando di poter competere significativamente per la salvezza in Serie A. Attualmente distante dalla zona retrocessione, i ciociari hanno schierato in campo giovani talenti prelevati dalla big italiane ed europee. Cosa c’è dietro al grande lavoro messo in piedi da Guido Angelozzi? Ecco i retroscena del calciomercato del Frosinone.

Calciomercato Frosinone, le dichiarazioni di Guido Angelozzi a Sky Sport: “Vi racconto il mio mercato”

Angelozzi ed il calciomercato: “Da tanti anni mi occupo di calciomercato, devo dire che sono abbastanza vaccinato sul modo di condurre le trattative ed ho una certa esperienza, visto che sono più di 30 anni ormai, che svolgo questo lavoro. Sono stato sempre in piccole società e ‘povere’, quindi mi sono sempre inventato certi tipi di operazioni”. 

Come scegliere un calciatore: “Per scegliere bene un calciatore è importante vedere come si allena, come si comporta. E poi, se c’è l’opportunità, sarebbe bene parlare singolarmente col giocatore in questione, per capire che tipo di ragazzo è e per comprendere il tipo di ambizione a cui aspira il calciatore stesso”

Metodologia del lavoro: “I miei collaboratori mi hanno spesso suggerito di cambiare la mia filosofia di lavoro. Alla fine però, loro mi portano sempre il materiale, ed io decido successivamente con la mia testa. Voglio vedere dal vivo le qualità di un calciatore e, qualora non posso farlo, è importante che io parli con quel determinato giocatore. Il contatto diretto con la persona per me è importante, perchè mi fa capire tante cose”

Matìas Soulè: “Non è stato facile portarlo da noi, ma lo abbiamo corteggiato come si fa con una bella donna, ride (n.d.r). Lo abbiamo chiamato continuamente, mandandogli anche dei messaggi, oltre che invitato a cena il suo procuratore. Gli abbiamo fatto vedere come giocava la squadra, oltre a farlo parlare con il mio allenatore. Dopo la seconda partita di campionato che abbiamo vinto con l’Atalanta, a fine partita Soulè aveva mandato un messaggio a Barrenechea, per dirgli che il lunedì successivo sarebbe venuto per firmare con noi”.

Giocatori in prestito: “A volte, acquistando i calciatori in prestito sembra sì di lavorare in favore di altre società, ma bisogna sempre comprendere il fatto che Frosinone è una piccola realtà. Noi quest’anno abbiamo  cambiato tipo di filosofia, abbiamo preferito investire su qualche giocatore e abbiamo preso qualche calciatore in prestito. Se tutto andrà per il meglio saremo contenti di averlo fatto, al contrario non ci rovineremo economicamente”.

Trattativa Reinier-Frosinone: “Il procuratore mi ha mandato  il suo profilo, dicendomi che era un giocatore impossibile da poter prendere. Poi ho avuto modo di fare un pranzo di lavoro con dei miei amici, in cui era presente anche Ariedo Braida, che conosco molto bene. Ho detto a lui di chiamare Carlo Ancelotti, visto che lui si trova più in confidenza di me con Carlo. Lo ha chiamato per saper la situazione in cui si trovava Reinier, visto che il brasiliano si allenava nel Real Madrid. Braida ha fatto presente ad Ancelotti del nostro interesse verso Reinier. E due giorni dopo, Ancelotti ci ha richiamati per dirci che il Real avrebbe dato il calciatore in prestito. Reinier ha poi chiamato Kaio Jorge per chiedere come fosse la città di Frosinone e lui, che già era col Frosinone gliene ha parlato molto bene. Successivamente Reinier ha accettato immediatamente la nostra proposta, ed adesso ci sta dando delle soddisfazioni”.

La differenza di fare mercato tra Angelozzi e Corvino: “Alcune volte ci siamo scontrati su alcuni giocatori. Quando lavoravo a Sassuolo, Corvino aveva praticamente già chiuso la trattiva per Duncan dalla Sampdoria e lo aspettava a Bologna per le firme. Io però, tramite un accordo che feci col procuratore del ragazzo, glielo rubai e lui ci rimase male di questa situazione. Io per un anno non ho parlato con Corvino per questo motivo. Lui poi mi chiamò e ci chiarimmo”.

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