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Dicembre 5, 2022, lunedì

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Canidia, la prima strega di Roma: una figura controversa e misteriosa

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Pare che la prima strega di Roma rispondesse al nome di Canidia. Le streghe,infatti, sono delle figure molto presenti nelle leggende appartenenti alla cultura latina. Canidia era la più famosa e misteriosa strega romana: una descrizione pervenuta grazie al poeta Orazio che la cita nelle Satire e negli Epodi. Una figura controversa da approfondire in occasione di Halloween.

Canidia, la prima strega di Roma apparsa nelle Satire e negli Epodi di Orazio

Canidia prima strega di Roma
stregaviaggiatrice.it

Chi era Canidia? La sua figura giunge fino all’epoca moderna come ”la prima Strega di Roma”. Orazio la cita in due delle sue opere tuttavia è spesso sorto un dubbio leggittimo: il poeta la conosceva davvero? Orazio, membro del circolo degli artisti patrocinati dal grande Mecenate, ne fa una suggestiva descrizione nelle Satire e negli Epodi. Si è molto discusso sulla figura di Canidia e quello che si sa è che era una profumiera di Napoli che si dilettava nelle arti magiche. Il suo nome era Gratidia che, in seguito, il poeta latino muta in Canidia. La prima apparizione della strega avviene nella Satira VIII, all’interno del Liber I dei Sermones. La prima famosa strega di Roma irrompe nei giardini di Mecenate, sull’Esquilino, insieme a Sàgana e Veia, altre due fattucchiere; è intenta a mordere e dilaniare un’agnella con i denti mentre invoca gli spiriti dei defunti. All’improvviso si vivifica un’immagine inverosimile; le tre streghe sono messe in fuga dalla statua del dio Priapo che prende vita. Priapo emette un peto spaventando le streghe e creando una situazione tragicomica:

Con questi occhi io ho visto Canidia
con la veste nera e la cinta in vita,
piedi neri, capelli scarmigliati,
aggirarsi insieme a Sàgana e urlare nel vento:
il pallore le rendeva orribili.

Eccole scavare la terra con le unghie,
dilaniare a morsi un’agnella nera:
il sangue fu raccolto in una fossa
per evocare dagli abissi gli spiriti dei Mani.

Nelle Satire Canidia è una donna anziana, vegliarda, e facilmente impressionabile. Non rientra esattamente nell’immaginario comune delle streghe come, per esempio, potrebbe essere Circe, o un’altra strix famosa della letteratura latina, Eritto: personaggio creato dal poeta Lucano che appare nel poema epico Pharsalia, noto anche come De bello civili. Ma anche la strega Mormò citata da Aristofane in letteratura greca o la fattucchiera citata da Plinio il Vecchio nella Naturalis HistoriaXI, 232: qui la strega è la nutrice che, con il latte del suo seno, avvelena gli infanti. La Canidia della Satire è solo un pallido riflesso delle Strigae; non è assolutamente all’altezza delle arti magiche e, anzi, appare quasi bizzarra e strampalata.

La strega infanticida

La figura di Canidia cambia radicalmente negli Epodi. Se nelle Satire si ha la percezione di aver a che fare con un soggetto, per lo più, grottesco nel V Epodo la misteriosa prima strega di Roma è ora contornata da sinistre atmosfere. Il V Epodo dal titolo ”Le malìe di Canidia” illustra una scena macabra: la vittima della strega è un fanciullo che rapisce e tortura a morte. Il suo intento è essiccare le sue interiora, per poi utilizzarle come ingredienti nella preparazione di un filtro magico. Successivamente, l’anima del puer ucciso giurerà di vendicarsi amaramente per la sorte subita. In questo contesto, Canidia è similare alle antiche figure delle Strix, ovvero antichi demoni che rapivano e uccidevano bambini. Nell’antica Roma, infatti, le Strigae erano degli uccelli mitici di cattivo auspicio; si nutrivano di carne umana e sangue, soprattutto se di bambini, e strappavano le interiora con i loro artigli.

Tra i capelli arruffati
ha nodi guizzanti di vipere,
ordina che sulle fiamme della Còlchide
siano arsi cipressi funebri
caprifichi divelti dai sepolcri
uova di rospo viscido
sporche di sangue ,penne di civetta,
erbe che vengono da Iolco o dall’Iberia
patria dei veleni e ossa
strappate dai denti di una cagna

Canidia, la prima strega di Roma: una figura reale o letteraria?

Canidia è una delle streghe più note e descritte nella letteratura latina. Una oscura figura della magia nera, un’anti-Musa per Orazio, su cui esercitava un fascino indicibile. Su Canidia si sono poi susseguite numerose leggende, e non è facile affermare se fosse davvero una strega esistita nella nell’Antica Roma. In alcune versioni si riporta che Canidia fosse una donna amata dallo stesso Orazio; altre la voglio sepolta sull’Esquilino.

Il suo personaggio è stato trattato nel saggio dello studioso Teitel Paule Maxwell, ”Canidia. La prima strega di Roma”. Maxwell fa una ricerca minuziosa sulla singolarità di questa figura, ricostruendone l’identità fra poesia, mitologia e storia che svela anche, e soprattutto, la vita sociale e culturale della Roma del tempo. Nel saggio Maxwell sottolinea come Canidia sia un’entità multiforme; seducente e repellente al contempo, inquadrando la strega sia attraverso la figura mitologica di Lilith, sia fornendo un paragone con le Lamie e le Empuse. Le prime figure femminili rapitrici di bambini, ma anche fantasmi seduttori, una sorta di primordiali vampiri. Le seconde erano mostri femminili multiformi, ancelle della dea Ecate, divinità evocata da chi praticava la magia nera e la necromanzia.

La versione più accreditata è che Canidia fosse qualcuno che il poeta conosceva realmente, ma potrebbe anche simboleggiare la rappresentazione di un gruppo di persone e, perfino, di un uomo. Di sicuro è un demone multiforme, per nulla statico, dotato della facoltà di cambiare la sua forma in base al contesto. Canidia è la rappresentazione oscura, sinistra e magica dell’opera di Orazio.

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