Ilaria Salis, 40 anni tra pochi giorni, è stata arrestata l’11 febbraio 2023 con l’accusa di lesioni aggravate e associazione a delinquere di matrice politica, per aver attaccato dei manifestanti di estrema destra durante un raduno neonazista. Si è dichiarata innocente e ha respinto la proposta di patteggiamento a undici anni di reclusione della procura.
Insieme a due cittadini tedeschi, anche loro imputati, rischia più di venti anni di carcere ma finora nessuno tra i testimoni l’ha riconosciuta tra gli autori del pestaggio.
La sua detenzione in condizioni degradanti ha suscitato rabbia e sdegno in molti Paesi europei, quando sotto gli occhi dei media lo scorso gennaio fu portata davanti a un giudice per la prima udienza del processo con mani e piedi incatenati.
Ilaria Salis ha raccolto 165mila preferenze e sarà eurodeputata al Parlamento Ue con l’Alleanza Verdi e Sinistra. Grazie all’immunità parlamentare finirà la sua prigionia in Ungheria, dopo 15 mesi di dura detenzione e la successiva reclusione ai domiciliari
Alleanza Verdi e Sinistra ha deciso di candidarla per “tutelare i diritti e la dignità” della cittadina europea e per denunciare i metodi di detenzione incivili. “L’idea è che intorno alla candidatura di Ilaria Salis si possa generare una grande e generosa battaglia affinché l’Unione Europea difenda i principi dello Stato di Diritto e riaffermi l’inviolabilità dei diritti umani fondamentali su tutto il suo territorio e in ognuno degli stati membri”, avevano scritto ad aprile Nicola Fratoianni di Sinistra italiana e Angelo Bonelli di Europa verde in un post su Facebook.
È molto probabile che l’Alleanza ora porti nel futuro Parlamento europeo iniziative legislative per la salvaguardia dei diritti delle persone coinvolte in procedimenti penali in tutti i paesi dell’Unione, secondo quanto dichiarato dai due partiti nel momento della candidatura di Salis.