Daniela Shualy, moglie di Raiz, aveva origini italo-israeliane. Fu proprio l’incontro con la donna a segnare la scelta dell’artista di convertirsi all’ebraismo, benché lo stesso Della Volpe avesse antenati ebrei.
I nonni di Daniela Shualy, di origini ungheresi, si erano sposati dopo essere rimasti vedovi sopravvivendo alla prigionia nei campi di sterminio. Terminata la guerra, si sposarono a Varsavia ma poi decisero di tornare in Israele per ricominciare lontano dagli orrori vissuti. Costruirono una casa affacciata sul mare appena fuori Tel Aviv, casa rimasta in eredità a Daniela che ci viveva per parte dell’anno insieme al marito Raiz e alla loro bambina. La coppia si è divisa a lungo tra roma e Tel Aviv.
Nel 2022, Raiz raccontò in un’intervista di avere dedicato la canzone Make it Work proprio alla moglie che stava combattendo contro un tumore al seno: “Make it Work è da incoraggiamento per mia moglie e per tutte le persone che stanno affrontando la sua stessa situazione, il brutto male… Nessuno ha il coraggio di chiamare il cancro con il suo nome: brutto male, come se poi esistesse un bel male. Come il diabete o il raffreddore, è giusto chiamarlo con il suo nome per sapere bene con chi si ha a che fare. È la prima cosa che insegnano ai malati di cancro appena prendono coscienza della malattia”.
“Mi lascia una figlia, che cercherò di crescere alla luce del suo esempio. Grazie Daniela, grazie vita mia. Grazie a tutti voi che siete venuti ieri a salutarla, il vostro amore ha sicuramente passato le sette volte celesti per arrivare fino a lei”.