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Settembre 28, 2022, mercoledì

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Cimiteri di Roma in tilt, niente più cremazioni al Flaminio: ecco perché

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“Dal 29 dicembre non si accetteranno salme per la cremazione”. Con questo cartello il cimitero Flaminio della città di Roma annuncia la chiusura alle agenzie funebri. Il sistema è al collasso e i decessi per Covid non potranno ricevere cremazione

Cimiteri di Roma in tilt: niente più cremazioni al Flaminio. Ecco perchè

Il cartello è chiaro ed è esposto dinanzi al Cimitero Flaminio di Roma. Gli uffici annunciano l’impossibilità di effettuare cremazioni alle future salme che arriveranno dinanzi le porte del cimitero comunale.

L’aumento dei decessi a causa del Covid, negli ultimi mesi, ha mandato totalmente in tilt i cimiteri del Comune di Roma e in particolare quello nei pressi di Prima Porta. Le file dei carri funebri, infatti, insieme alle camere mortuarie piene con le bare dei defunti in attesa di cremazione ha costretto Ama a noleggiare come “spazi aggiuntivi”, dei container refrigerati.

L’Amministrazione comunale ha destinato al Municipio 2milioni di euro per interventi nei cimiteri, di cui 70mila saranno assegnati alla progettazione di un’area di ampliamento e messa in sicurezza delle tre nuove linee del forno crematorio del Cimitero Flaminio, che al momento sembra essere quello che risente maggiormente dell’aumento dei defunti.

Nell’immediato non basteranno tali interventi per lo snellimento delle procedure burocratiche e il potenziamento delle linee produttive che dal Novembre e Dicembre hanno effettuato quasi 3mila cremazioni. Ecco che si è deciso per un tetto massimo di cremazioni a settimana. A confermarlo è un addetto ai lavori, che in un’intervista di RomaToday ha affermato: “Alle 10 di mattina c’erano 71 ingressi“, ecco per cui si è deciso 200 cremazioni a settimana.

Se tutto ciò può sembrare una brutale forma di burocratizzazione della morte e di cavilli tecnici, oltre che di impedimenti pratici da parte delle strutture e degli enti, a fare da ago della bilancia vi è il dolore e lo strazio dei familiari delle vittime. L’autorizzazione per le cremazioni fuori città spetta all’amministrazione comunale che impiega, in media 20 giorni. Che fine fanno le spoglie? Al collasso, a breve, vi saranno anche le “celle refrigeranti” di Ama. La soluzione sarebbe potuta essere quella di allestire una grande camera mortuaria sotto un tendone della Protezione Civile sui prati sconfinati del Cimitero Flaminio, ma manca il personale– concludono due dipendenti delle agenzie funebri della città di Roma.

Serafina Di Lascio

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