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Settembre 25, 2022, domenica

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Cimitero Flaminio non regge più il numero di defunti: lunghe file di carri funebri

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Aumenta il numero di defunti a causa del Coronavirus e le conseguenze sono drammatiche: il Cimitero Flaminio, il più grande di Roma Capitale, non è più in grado di reggere l’affluenza dei carri funebri. La strage si trasforma in tragedia

Cresce il numero di defunti da Covid-19 e diminuiscono i posti nei cimiteri: il Cimitero Flaminio di Roma non regge più l’affluenza

Cimiterio Flaminio saturato. Ecco gli ultimi dati che provengono da Comune di Roma e che prefigurano uno scenario del tutto drammatico.

L‘emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Covid-19 sta generando delle conseguenze disumane che portano a lunghe code dinanzi ai cimiteri, per consegnare una salma.

Due titolai di agenzie funebri, in un’intervista di RomaToday, hanno spiegato così la situazione: “Il Covid si è aggiunto ad una situazione già difficile, prima di tutto per mancanza di personale in una struttura come il Flaminio. A quelli già assenti vanno aggiunti quelli in quarantena. Questo crea  un disagio enorme all’utente finale, com’è evidente, ma anche a chi gestisce il servizio”.

E continuano: “Con il Laurentino ormai privo di capienza e il Verano destinato solo a chi ha già una cappella di famiglia, o un posto già assegnato, essendo Monumentale”.

Le agenzie funebri spiegano come una normale sepoltura sia divenuta straziante proprio alle lunghe attese, di due o tre ore, nei momenti di maggior affluenza, ovvero tra le 12 e le 17. Gli autisti dei carri funebri devono mettersi in fila con il “numerato”. Spesso, lo stress e l’angoscia del momento portano anche a situazioni di liti tra gli autisti, come è accaduto venerdì 11 dicembre. La discussione ha richiesto l’intervento dei Carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile della Compagnia Roma Cassia.

Ama-Cimiteri Capitolini scrive una nota in cui cerca di chiarire la situazione: “A Roma tutte le attività cimiteriali, anche in questo difficile periodo, vengono assicurate regolarmente, pur in presenza di un trend di decessi in forte aumento da oltre due mesi, probabile effetto collaterale (come a livello nazionale) dell’emergenza da Covid-19. Le cremazioni presso il cimitero Flaminio – Prima Porta – continua la nota –, per cui si è avuta una richiesta via via crescente, vengono svolte a ciclo continuo. Solo a novembre, sono state effettuate 1.521 cremazioni: 252 in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. L’incremento, del 20% anche rispetto ad ottobre, è stato possibile grazie alla manutenzione straordinaria svolta negli ultimi mesi e al potenziamento massimo delle attività sulle 6 linee crematorie“.

Serafina Di Lascio

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