La morte di Pino Daniele arrivava come un fulmine a ciel sereno il 4 gennaio 2015 quando l’artista veniva colpito da un infarto mentre si trovava nella sua residenza in Toscana.
Rivedremo la voce di Napule nel corso della puntata di Techetechetè in onda stasera a partire dalle 20:15 su Raiuno. Pino Daniele e la compagna Amanda si trovavano nell’abitazione di Grosseto quando il cantautore veniva colto da un infarto e successivamente trasportato in auto dalla fidanzata all’ospedale Sant’Eugenio di Roma dove era in cura. Le corsa di 120km in auto non basta e nonostante i tentativi di rianimazione il cantante si spegneva il 4 gennaio.
Pino Daniele, l’infarto e la patologia

Il 59enne soffriva da 27 anni di una gravissima patologia cardiaca curata con quattro interventi di angioplastica eseguiti negli ultimi anni. Sulla morte però si sono riversate polemiche da parte dell’ex moglie di Pino Daniele, Fabiola Sciabarrasi. La perizia da parte del medico legale del tribunale di Roma ha indicato la morte avvenuta per lo “Shock cardiogeno in soggetto affetto da cardiomiopatia dilatativa post-ischemica, coronaropatico e sottoposto a intervento di by-pass aortocoronarico, iperteso”. Inoltre gli esperti hanno aggiunto che: “La scelta di ricorrere alle cure dell’ospedale Sant’Eugenio in Roma ha privato il Daniele della possibilità di giovarsi di opportunità terapeutiche in modo tempestivo”
A queste parole fanno eco quelle della consulente della seconda moglie del cantautore, Luisa Regimenti: “Daniele non è morto a causa del destino ma di gravi negligenze…Ho la sensazione che nessuno abbia voluto e voglia andare a fondo sulla morte di Pino Daniele. Su un omicidio colposo non si può dire la parola fine senza essere consapevoli che ci sono state gravi negligenze che hanno causato la morte di Pino”
E poi infine rimane il dubbio sulla scelta di recarsi all’ospedale di Roma piuttosto che scegliere la struttura più vicina a Grosseto: “Per salvare Daniele bastava andare al più vicino ospedale di Grosseto la cui ambulanza si trovava fuori dalla porta della villa pochi minuti dopo la partenza della signora Amanda Bonini che, con il cantautore in stato di incoscienza e quindi caricato a bordo di peso, ha guidato, invece, verso Roma per raggiungere il reparto del dottor Gaspardone nel’ospedale Sant’Eugenio dove Gaspardone, però, non c’era, trovandosi in quei giorni in vacanza in montagna”