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Dicembre 9, 2022, venerdì

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Confederazione imprese unite registra il logo #IoApro: “Prendiamo le distanze da negazionisti e violenza”

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Il simbolo dell’iniziativa #IoApro diventa ufficialmente un logo registrato presso l’Ufficio brevetti e marchi del Mise: una finestra tricolore aperta, con al centro un cucchiaio, una forchetta e un coltello.

Confederazione imprese unite, vuole infatti sostenere i lavoratori prendendo le distanze da iniziative negazioniste ben diverse dall’intento originario. Spiega all’Adnkronos Stefano Agnesini, presidente nazionale della Confederazione imprese unite per l’Italia, titolare del marchio: “Lo abbiamo fatto per tutelare la nostra iniziativa dopo l’apertura di diversi canali Telegram a sfondo negazionista. Abbiamo fatto partire delle diffide e depositato il marchio proprio per prendere le distanze. La nostra è una iniziativa di disobbedienza civile, sì, ma abbiamo chiare le regole del gioco: distanziamento, mascherina, gel.

#IoApro: l’intento dell’iniziativa

L’iniziativa #IoApro è nata nel 2020, nel bel mezzo della pandemia. Ad appoggiare la protesta è stata la Confederazione imprese unite per l’Italia. A metà gennaio infatti, i ristoratori decidevano di aprire le loro attività nonostante gli obblighi di chiusura. L’intento è sempre stato tuttavia quello di ribellarsi alle restrizioni rispettando sempre le regole volte al contenimento del contagio. Puntualizza inoltre Agnesini“Non siamo e non vogliamo diventare un movimento politico. In merito agli episodi di violenza che si sono verificati ieri, a Roma, in Piazza Montecitorio durante la manifestazione dei ristoratori chiarisce: “A prescindere dalle vicende di ieri, sulle quali sono in corso degli accertamenti, io da presidente nazionale della Confederazione ci tengo a condannare gli atti di violenza e tutelo gli imprenditori che erano in piazza: gente disperata che cerca solo di lavorare”.

Quasi 20mila adesioni con la prima iniziativa

L’iniziativa #IoApro ha avuto parecchio consenso e partecipanti. Spiega Agnesini: “All’inizio abbiamo avuto numeri molto importanti: quasi 20mila adesioni con la prima iniziativa del 15 gennaio. Molti poi si sono tirati indietro per paura delle multe. Posso dire che abbiamo offerto assistenza legale gratuita a oltre 1.800 esercenti che hanno scelto di opporsi alle multe. Dopo l’iniziativa di ieri i numeri cresceranno sicuramente, ho già ricevuto molte telefonate“. Aggiunge poi il titolare del marchio: “Noi non appoggiamo nessun partito. La nostra associazione è apolitica. Ieri per esempio ci sono stati diversi incontri con Fratelli d’Italia e Pd, si tratta di normali interlocuzioni”. Pensando infine al futuro, il presidente della Confederazione conclude: “Il nostro prossimo obiettivo? Riaprire tutte le attività in sicurezza. Se dobbiamo fare metà coperti faremo metà coperti. Tutte le regole, anche più stringenti, vanno bene. Però apriamo. Qui siamo di fronte a un bivio: se non moriamo di Covid, moriamo di fame. In qualche modo dobbiamo stare in piedi”.

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