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Ottobre 1, 2022, sabato

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Consiglio Regionale del Lazio, approvata legge di sostegno per genitori separati in difficoltà

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Il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato all’unanimità (38 voti) il testo unificato concernente “Misure di sostegno per i genitori separati in condizione di disagio economico e abitativo“, frutto della sintesi di due proposte di legge presentate da Michela Califano (Pd) e Sergio Pirozzi (FdI), sottoscritte anche da altri consiglieri regionali.

Obiettivo della nuova legge è quello di fornire un supporto ai genitori che, a seguito della separazione, si trovino in difficoltà economiche o con problemi abitativi, attraverso la promozione di specifici protocolli d’intesa, finalizzati a individuare strumenti di flessibilità lavorativa che favoriscano le relazioni familiari anche dopo la separazione, insieme a un pacchetto di misure di sostegno per garantire un’ esistenza dignitosa e il recupero dell’autonomia abitativa del genitore che si trovi in stato di difficoltà economica.

Genitori separati in difficoltà: ecco la legge del Consiglio Regionale del Lazio

Le risorse stanziate ammontano a quasi 4 milioni di euro per il triennio 2021-2023 e sono destinate a finanziare misure di sostegno di due tipi: economico e abitativo. Nella prima fattispecie rientrano: il riconoscimento di un credito di imposta da utilizzare a compensazione delle somme corrisposte attraverso il portale dei pagamenti elettronici ai fini della compartecipazione alla spesa sanitaria; il contributo una tantum di importo non superiore a 10mila euro, riconosciuto al genitore in condizione di disoccupazione involontaria.

Il contributo una tantum non superiore a mille euro per l’acquisto di medicinali per l’infanzia per figli minori di tre anni (emendamento della Lega). Fanno parte, invece, della seconda tipologia: un contributo non inferiore a duecento euro, della durata di 12 mesi, per il pagamento del canone di locazione; l’individuazione di immobili di proprietà pubblica da destinare ad alloggi con canoni di locazione agevolati; la promozione di protocolli d’intesa con gli enti locali e gli enti pubblici e privati per la concessione di alloggi a canone agevolato.

Previste anche le revoche del sostegno

Per accedere alle misure di sostegno è necessario essere residenti nella Regione Lazio e trovarsi in condizione di difficoltà economica a seguito della pronuncia dell’organo giurisdizionale all’obbligo di versamento dell’assegno di mantenimento dei figli e di assegnazione della casa familiare all’altro genitore, con un reddito Isee non superiore a ventimila euro. È prevista la revoca degli aiuti in tre casi:

a) genitori che vengano meno ai doveri di cura e mantenimento dei figli;
b) genitori proprietari di un ulteriore immobile, oltre a quello assegnato all’altro genitore;
c) genitori destinatari di un decreto che dispone il giudizio o di un decreto di citazione diretta a giudizio relativamente in particolare ai reati di cui agli articoli 388, 570, 570 bis, 572, 609 bis, 609 ter, 609 quater e 612 bis del codice penale.

Le dichiarazioni sulla legge per il sostegno per genitori separati

Il provvedimento è stato illustrato in Aula dai due firmatari delle due proposte di legge. Michela Califano ha spiegato:

Questa proposta di legge nasce sia dall’esigenza di garantire il proseguimento di una vita dignitosa e il recupero dell’autonomia abitativa al genitore che, dopo la fine del matrimonio, dell’unione civile o della convivenza di fatto, si trova in una condizione di difficoltà economica e abitativa sia dall’esigenza di porre al centro il benessere psico-emotivo dei figli che sono l’anello più debole di queste circostanze. L’autonomia abitativa è uno dei fattori funzionali allo svolgimento del ruolo genitoriale e consente di mantenere un rapporto continuativo con i figli, anche dopo la fine del rapporto di coppia. Il diritto del figlio di trascorrere lo stesso tempo con entrambi i genitori va tutelato, così come deve essere garantita sempre la “qualità” del tempo trascorso con ciascuno dei genitori“.

Sergio Pirozzi si è detto “orgoglioso” della legge approvata oggi “perché queste sono cose che restano nel curriculum vitae, come si dice, e quando si cammina tra i problemi dei cittadini e quando da consigliere regionale si riesce a fare qualche cosa di importante per loro, io penso che sia una soddisfazione“.

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