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Dicembre 3, 2022, sabato

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Coronavirus, cosa succede se il test antigenico è positivo?

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Ad oggi è possibile effettuare un test rapido antigenico anche su richiesta dei privati che intendano effettuare un controllo rispetto alla positività o meno al coronavirus: il prezzo è di 22 euro. Si possono effettuare i test rapidi in uno dei 135 punti abilitati dalla Regione Lazio (l’elenco è disponibile qui). Qualora però questo test risulti positivo occorre seguire una procedura ben definita a livello sanitario. Ecco che cosa occorre fare.

Test antigenico: cosa fare se il risultato è positivo

Se il test rapido antigenico risulta positivo, il privato sarà abilitato all’effettuazione di un tampone naso-faringeo. Infatti, “l’accordo prevede che nel caso di esito positivo della rilevazione dell’antigene, venga effettuato direttamente il prelievo del campione naso-faringeo dalla stessa struttura e inviato ai laboratori regionali della rete Coronet, gli unici validati dall’Istituto Spallanzani, senza oneri ulteriori né per l’utente, né per il servizio sanitario regionale”. A rendere nota questa novità per tutti i laboratori privati è stata l’Unità di crisi Covid della Regione Lazio.

La proposta di Francesco Vaia

Nel frattempo, inoltre, il direttore sanitario dell’Istituto Lazzaro Spallanzani, Francesco Vaia, ha pubblicato su Facebook una proposta per fronteggiare l’aumento dei contagi da Covid-19. “Il Paese non ha bisogno di stress e di minacciati provvedimenti che rischiano di creare sequele psicologiche gravi sulle persone più fragili e sui giovani”, ha scritto Vaia.

Una delle possibilità – secondo il direttore sanitario – per alleggerire le scuole, i trasporti e gli uffici, è quella di scaglionare gli orari di ingresso e uscita. Inoltre, anziché optare per la chiusura delle attività, si potrebbe tenere aperto 24 ore “ad esempio tutti gli esercizi commerciali, la grande distribuzione, magari a Natale – ha proposto ancora Vaia –, per consentire un afflusso più ordinato e spalmato”.

“Sono solo alcune idee”, ha poi specificato il direttore sanitario, concludendo con una riflessione. “La politica deve trovare le soluzioni, ma noi dobbiamo ribadire, con forza, che meritiamo di avere tutto aperto, tutto. Ma che questo dipende solo da noi”.

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