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Agosto 17, 2022, mercoledì

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Covid, Lazio nuovamente a rischio zona arancione?

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Tra le nuove varianti e diversi comuni del Lazio ormai in zona rossa, la Regione rischia di vestirsi nuovamente di arancione. Una eventualità che fa tremare ristoratori e bar, già messi a dura prova, perché dovrebbero restare chiusi anche a pranzo e contare solo sul delivery. Solo ieri, mercoledì 24 febbraio, sono stati diagnosticati 1188 nuovi casi di Corona virus, 299 in più rispetto a a martedì.

Intanto anche Torrice, piccolo comune in provincia di Frosinone, si accoda nella zona rossa insieme a Roccagorga, Carpineto Romano e Colleferro. Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha infatti firmato l’ordinanza per istituire la zona rossa – a partire dalle ore 1:00 del 24 febbraio – per quattordici giorni, a causa delle varianti che, ha spiegato l’assessore alla Salute della Regione Alessio D’Amato, “Si affacciano nel Lazio”. Confermata poi la chiusura di una scuola a Roma per la variante brasiliana con link dall’Umbria.

Lazio arancione: quando la decisione?

In attesa del nuovo Dpcm in arrivo il 6 marzo – il primo firmato dal premier Mario Draghi – e in vigore per un mese fino al 6 aprile, l’assegnazione dei colori e delle aree di rischio alle regioni questa settimana potrebbe arrivare con un giorno di ritardo.

Molto probabile la Cabina di regia, che valuta l’evoluzione del contagio sulla base dei dati aggiornati ed elabora il report sulla base del quale vengono disposte le fasce di rischio per le regioni, si riunisca sabato 27 febbraio, invece che venerdì, come di consueto. Quindi bisognerà attendere ancora per sapere il destino della Regione.

Iniziate le vaccinazioni per i ricoverati vulnerabili al CTO

Sono iniziate questa mattina presso l’Unità spinale dell’ospedale CTO di Roma le vaccinazioni delle persone vulnerabili. “Nel Lazio – ha spiegato l’Assessore alla salute D’Amato – già da alcuni giorni abbiamo iniziato le vaccinazioni delle cosiddette vulnerabilità indicate nella circolare del Ministero della Salute ad iniziare dalle persone dializzate e trapiantate”.

“Abbiamo individuato le persone estremamente vulnerabili e dato indicazioni operative alle Asl e le aziende ospedaliere per programmare e avviare le vaccinazioni ai soggetti già presi in carico”.

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