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Maggio 9, 2021, domenica

Cultura a Roma, mostre in spazi privati sempre aperte: le novità

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Inutile ricordare i disagi che la pandemia continua a causare nella vita di tutti colpendo tutti i settori, quello dell’arte compreso. In questi ultimi mesi però l’arte non si è fermata, e ha messo a disposizione del pubblico tour virtuali e mostre in versione digital. Ora la zona arancione della nostra regione però permette altro, ed ecco nascere le mostre in spazi privati. Cosi artisti e galleristi si sono impegnati a offrire, in questi mesi di stop della cultura live, un progetto installativo completo e complesso.

Roberto Pietrosanti da De Crescenzo & Viesti, in via Ferdinando di Savoia 2, terrà appese fino a fine maggio le 53 opere che dal 28 ottobre formano “Codici”. Ogni piccola tela (cm 24×18) è fatta di righe orizzontali che rimandano al nome di un pittore del passato e a un numero. Scopriremo poi che dietro ogni cifra c’è un quadro famoso (il Doge Loredan di Bellini, ad esempio). Ma non solo, scopriremo che il capolavoro non è stato rifatto a olio. Ma da un chilometro di fili colorati da cucito che riportano le variazioni e le vibrazioni cromatiche. Un invito dello scultore Pietrosanti, a ragionare sull’essenza della pittura, bella anche se spogliata dalla veste che rende riconoscibili le cose.

Nella foto una mostra esposta in uno spazio privato  photo credit: cittadi.it
Nella foto una mostra esposta in uno spazio privato photo credit: cittadi.it

Mostre in spazi privati al centro di Roma

La mostra di Elisabetta Benassi allestita fino al 30 aprile al Magazzino di via dei Prefetti 17 a Roma presenta la scultura con il libro di Alberto Savinio montato su un manubrio di bicicletta che evoca il ready made taurino di Picasso. La mostra è imperniata sul tema soprattutto sul tema delle vedute urbane e sulla ambiguità di tali rappresentazioni. Eccoci poi catapultati nella realtà falsata dei video a loop di Jonas Dahlberg, lavori girati in bianco e nero come Horizontal del 2000Vertical Sliding del 2001.

Lo sguardo scorre da un piano all’altro di appartamenti disabitati attraverso i movimenti lenti del carrello cinematografico. Non si tratta però di case reali, bensì di modellini in scala: è la misura dell’artificio che riattiva i sensi e la memoria. Davanti a questi simulacri della realtà, sei sculture in rame (del 2019) di Gianluca Malgeri & Arina Endo strutture rilevate dai parchi giochi di mezzo mondo. A completare la mostra ci sono le foto eseguite nella Roma svuotata dal lockdown opera del messicano Sze Tsung Nicolàs Leong. E le vedute “vive” di Los Angeles, benché derivate dal videogioco Grand Theft Auto V e riammesse nella cornice ibrida del verosimile, di Leonardo Magrelli.

Nella foto una mostra d'arte contemporanea  photo credit : romeing.it
Nella foto una mostra d’arte contemporanea photo credit : romeing.it

Dipinti e sculture

La cornice è elemento chiave dell’opera di Richard Artschwager (1923- 2013), maestro della Minimal Art americana e rappresentato da Gagosian (via Crispi 16, fino al 24 aprile) attraverso lavori dal 1964 al 1987. Di formica e legno è il dittico Double Color Study del 1965 in cui il quadro e la cornice hanno stessi pesi e medesimi colori metallici.

Dipinto, scultura e oggetto si accavallano anche in Sliding Door del 1964 che sembra una risposta fredda agli interni della Pop Art di quegli anni. Infine, i dipinti veri e propri: vedute di Capital Hill o di case a schiera della provincia Usa, realizzate in acrilico su un fondo poroso di Celotex. E così l’intreccio tra quotidianità, astrazione e simulazione raggiunge un senso di completezza.

di Loretta Meloni

Immagine di copertina (Mostre in spazi privati) photo credit: roma.repubblica.it

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