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Settembre 28, 2022, mercoledì

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Curva dei contagi da Coronavirus in salita nel Lazio: ecco le cause

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Aumento dei contagi da Coronavirus nella Regione Lazio e nella Capitale. Tra le cause sembrano esserci i cluster familiari e le riaperture. L’ordinanza del Ministro della Salute sembra collocarla ancora in zona gialla, ma si invocano le vaccinazioni su tutto il territorio regionale

Aumentano i contagi da Coronavirus nella Regione Lazio e nella città di Roma Capitale, ma per Speranza resta in zona gialla

Aumentano i casi di Coronavirus nella Regione Lazio e sul territorio della città di Roma Capitale. Pare che tra le cause principali vi siano i cluster familiari e le riaperture delle attività lavorative. In altre parole, le libertà assunte nel periodo pre-festività natalizie sembrano avere adesso una ricaduta non indifferente.

A confermarlo sembrerebbero essere i dati forniti dal Ministero della Salute che però continua, con l’ordinanza di Roberto Speranza, ha collocare la Regione Lazio in zona gialla. A prendere la parola in merito a tali accadimenti è D’Amato che afferma: “Dobbiamo correre nelle vaccinazioni più della variante e occorre mantenere un estremo rigore anche aldilà dei colori. Questo significa che, se anche una Regione dovesse in questa fase rimanere in zona ‘gialla’ in futuro, non significa assolutamente abbassare la guardia, anzi devono aumentare i livelli di attenzione poiché le minori restrizioni rischiano di far impennare improvvisamente la curva. Il tema dei colori non è una classifica, noi ci affidiamo alle valutazioni dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), ma semplicemente una lettura dell’andamento della curva. La questione fondamentale è in questo momento avere più dosi di vaccino a disposizione. Dobbiamo correre”.

I timori dell’Assessore regionale alla Sanità sono evidenti e dipendono dall’aumento dei contagi su tutto il territorio regionale che potrebbero mettere in crisi la situazione attuale ospedaliera. “In quest’ultima settimana sono raddoppiati il numero di nuovi focolai di trasmissione in particolar modo relativi ad ambito familiare ed è aumentata la percentuale di positività nei tamponi effettuati. Questo ci deve portare alla massima cautela”, ha aggiunto D’Amato.

A condividere la preoccupazione dell’assessore vi è anche il segretario della Fimmg di Roma e provincia, nonché coordinatore delle Uscar, Pier Luigi Bartoletti, che in merito afferma all’agenzia Dire: “Al momento le Uscar (Unità mobili speciali di continuità assistenziale regionali, ndr) stanno lavorando a pieno ritmo. La metà degli interventi riguarda le Rsa, l’altra metà è per le visite domiciliari. Nella maggior parte dei casi, purtroppo, si tratta di Covid-19 che sviluppa cluster familiari”.

Come afferma Bartoletti, l’evento a cui stiamo assistendo è un effetto che proviene dai giorni di Natale e prossimamente avremo anche le conseguenze di Capodanno e dell’Epifania.

Il direttore scientifico dell‘Istituto Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, non è indifferente a quanto verificatosi: “Fra il 30 Dicembre e due giorni fa abbiamo aumentato di un 30% il numero dei positivi e questo è l’effetto della grande riapertura e forse anche di qualche stravizio natalizio. Ippolito, ospite della trasmissione televisiva Agorà, ha, inoltre, fatto riferimento all’allentamento delle chiusure prima delle feste natalizie:

“Noi siamo stati abbastanza ligi nel rispettare per esempio l’obbligo delle mascherine. Quando però ci è stata data libertà ne abbiamo approfittato e questo ci deve indurre ad essere più attenti”.

Serafina Di Lascio

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