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Aprile 17, 2021, sabato

“Dall’Italia ad Auschwitz” la mostra racconta la distanza della morte

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Dall’Italia ad Auschwitz” è il tema della mostra che prenderà il via oggi 27 gennaio 2021 in occasione della ricorrenza del “giorno della memoria“. A cura di Marcello Pezzetti e Sara Berger la mostra è ospitata dalla Casina dei Vallati. Sita in via del Portico d’Ottavia 29 a Roma, sarà visitabile con la riapertura dei musei (www.musedellashoah.it). La mostra racconta la storia delle persone arrestate tra il 1943 e il 1944 nel territorio italiano e deportate nei lager di Auschwitz-Birkenau.

Suddivisa in varie fasi, dal rastrellamento alle camere a gas, ai forni crematori, a quelle migliaia e migliaia di persone usate come cavie e finite nei laboratori, oggetto di aberranti esperimenti. Interi nuclei familiari, uomini, donne, bambini di origini ebree rifugiati nelle isole del Dodecaneso ma di nazionalità italiana. Attente ricerche storiografiche hanno portato alla luce una realtà fino ad oggi sconosciuta. La deportazione “politica” nella quasi totalità è costituita da donne residenti nel Litorale Adriatico, ed è ben più consistente rispetto a quello noto finora.

Immagine dell'entrata di Auschwitz   photo credit: trnews.it
Immagine dell’entrata di Auschwitz photo credit: trnews.it

“Dall’Italia ad Auschwitz” il senso della storia

La mostra vuole essere uno sguardo su Auschwitz visto gli italiani deportati lì. Abbiamo cercato di mostrare la realtà di quel campo dal momento in cui sono arrivati i primi italiani, quelli della razzia al Ghetto di Roma del 1943. Abbiamo indagato specialmente sui trasporti, quanto ne sono stati fatti, quante persone, le loro caratteristiche. Tutte cifre nuove e un dato inedito, il trasporto di ebrei e politici insieme. Da Trieste per esempio vennero trasportate moltissime donne. Un dato interessante e sconvolgente al tempo stesso. L’obiettivo della mostra è far capire che Auschwitz riguarda tutti“. Queste le parole di uno dei curatori, Marcello Pezzetti tra i massimi studiosi della Shoah.

L’introduzione della mostra è dedicata alla storia di Auschwitz-Birkenau dal 1940 al 1943, nel periodo precedente l’arrivo dei primi prigionieri giunti dall’Italia. Particolarmente in evidenza è la sala dedicata ai trasporti, dove appaiono volti e numeri dei deportati e di ogni convoglio partito dal territorio italiano. Madri e figlie che non faranno più ritorno, nonne e nipoti strappate alla vita, non ebree ma catturate per rappresaglia. Un focus dedicato al meccanismo e alle strutture di messa a morte, mette in luce la specificità della sorte degli ebrei, dalla “selezione all’arrivo” fino all’omicidio sistematico di massa.

Immagine del campo di concentramento di Auschwitz  photo credit: tgabruzzo.com
Immagine del campo di concentramento di Auschwitz photo credit: tgabruzzo.com

Un percorso di orrori e morte, per non dimenticare

Il percorso continua con la descrizione della sorte dei prigionieri ebrei e “politici” all’interno dei campi di concentramento. Dalla pratica usata solo ad Auschwitz del tatuaggio, come metodo di immatricolazione, fino ad arrivare essere poi inseriti nel sistema del lavoro forzato nei vari “sottocampi” dipendenti da Auschwitz III. Si arriva così alla fine della mostra con la parte dedicata all’evacuazione dei nazisti dal campo di concentramento Auschwitz.

L’abbandono dei detenuti malati, la fuga con le marce forzate dei detenuti considerati abili e nuovamente deportati nei campi “lager” in Germania, e l’arrivo degli alleati che il 27 gennaio liberarono Auschwitz. Un percorso di morte, “Dall’Italia ad Auschwitz” una luce che deve restare sempre accesa sugli orrori commessi da uomini, perché questa pagina della storia non può e non deve essere dimenticata, per non essere ripetuta.

di Loretta Meloni

Immagine di copertina( giorno della memoria) photo credit: 24sata.hr

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