Debora Pelamatti è la moglie di Max Pezzali, contravvenendo al testo de La Regola dell’amico, i due sono stati per lungo tempo amici e confidenti, prima di innamorarsi e di convolare a nozze
Debora Pelamatti, la moglie di Max Pezzali, si è sposata con il popolare cantante nel 2019. Le nozze sono state celebrate in gran segreto, lontano dai riflettori e alla presenza di pochi amici intimi della coppia, tra cui anche vip come Claudio Cecchetto e Paola Iezzi. I due innamorati si sono scambiati il fatidico sì, dopo tre anni di fidanzamento, nell’incantevole cornice dei giardini di Villa Necchi, a Pavia, città che ha dato i natali a Pezzali e dove anche Debora vive.
Originaria di Brescia e con una laurea in Giurisprudenza, Debora ha una grande passione per la moda e su Instagram condivide gli scatti che raccontano la sua quotidianità con Max Pezzali. I due si sono conosciuti subito dopo il divorzio dell’artista con Martina, a cui è stato legato per otto anni e che gli ha regalato il figlio Hilo, nato nel 2008.
Lei, inizialmente, era fidanzata con un uomo che pensava fosse quello della sua vita: “Per il mio compleanno affitta un’intera spiaggia a Camogli, facendola addobbare con candele. Mi diceva che ero la donna della sua vita, che l’amore l’aveva sognato così. Mi aveva messa al centro della sua vita, apparentemente”.
Debora Pelamatti capì che il suo uomo la tradiva, ma la sua mente cominciò a partorire pensieri negativi: “Pensavo di meritare di soffrire per quella che evidentemente era una causa superiore. Scoprii che aveva scritto a venti donne lo stesso messaggio: ‘Mi manchi, non vedo l’ora di fare l’amore come l’ultima volta’. Eravamo insieme da 5 anni, era l’ennesima mortificazione. Lo affronto, lui mi prende la testa e inizia a sbattermela contro l’asse del water: ‘Stronza, io stavo giocando!’”.
Una sera, poi, Debora Pelamatti, moglie di Max Pezzali, visse una vera tragedia: “Lui mi prende a calci e come ulteriore sfregio mi versa una bottiglietta d’acqua addosso. Chiamo Max, lui viene subito, ma abbiamo paura che andando al pronto soccorso insieme il giorno dopo i giornali scrivano tutto. Ho un orecchio tumefatto e mi gira la testa, chiamiamo un’amica che mi porta in ospedale. Max mi confessa di essersi innamorato di me, ma di non essere disposto ad assistere a quello scempio che stavo facendo della mia vita, dice che non mi riconosce più e non vuole soffrire, che non mi avrebbe più risposto… Per tre giorni non mi risponde al telefono, mentre l’altro continuava a cercarmi. Allora la notte della Befana salgo in macchina in pigiama e all’una suono il campanello di casa sua. Gli dico che lo amo”.