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Dicembre 8, 2022, giovedì

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Dramma Alitalia: protestano i lavoratori nella Capitale

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Dramma Alitalia, nuova protesta Montecitorio da parte dei lavoratori incerti sul futuro del loro lavoro. La Raggi richiama i sindacati.

Dramma Alitalia: rapporti incrinati tra i vertici della nuova ITA e i sindacati

“Dramma Alitalia”, così può essere definita la situazione di estrema precarietà in cui vivono i lavoratori della compagnia, rischiando il posto di lavoro e non avendo un futuro certo. Ancora nessun accordo raggiunto per evitare il taglio drastico del personale e nemmeno sulla cassa integrazione, richiesta almeno fino al 2025 per i lavoratori ex Alitalia che non dovessero essere ricollocati. La situazione drastica può essere benissimo spiegata dai numeri: ITA inizierà con l’assunzione di 2800 persone su quasi 11mila del settore aviation. Il numero complessivo massimo sarà di 5.750 dipendenti nel 2025, a quanto riporta RomaToday.

Dramma Alitalia: proteste dei lavoratori a Montecitorio

Dopo il blocco della Roma Fiumicino e il sit-in sotto la sede di ITA all’Eur, i lavoratori tornano in piazza per protestare contro esuberi e mancata cassa integrazione. 40mila gli addetti dello scalo di Fiumicino, tra personale Alitalia e indotto, a rischiare il posto. A capo della protesta, la Cgil, che chiede l’stensione della cassa integrazione almeno fino al 2025, il mantenimento del CCNL senza deroghe e le garanzie per tutti gli appalti dell’indotto.

I sindacati contro la nuova ITA

“Anni di errori nella gestione della compagnia di bandiera, insieme alle inevitabili misure adottate dal Governo per contrastare la diffusione del virus Sars Cov 2hanno generato ripercussioni molto pesanti che hanno profondamente segnato il settore del trasporto aereo ma anche il trasporto locale, il commercio, le manutenzioni, i servizi, l’assistenza a terra e tutto l’indotto. Più di 40mila addetti sono ora in grandi difficoltà e per migliaia di loro, provenienti da Alitalia, la prospettiva è la perdita del posto di lavoro e del reddito: un disastro!”. Questo l’inizio del duro discorso di Cgil e Filt Cgil di Roma e del Lazio, portavoce della manifestazione a Montecitorio. “In tutta Europa le istituzioni hanno messo in campo misure straordinarie per la difesa dell’occupazione in questo settore e per il suo rilancio mentre, al contrario, la rottura del confronto sindacale e le dichiarazioni dei vertici di ITA imprimono un’accelerazione negativa che deve essere interrotta. Da quando negli anni 2000 è iniziata la crisi di Alitalia, il nostro territorio è ancora una volta penalizzato da scelte incomprensibili, prive di visione e di conoscenza della realtà del trasporto aereo. Paghiamo gli errori politici del passato e la distrazione totale della politica nazionale e anche oggi questo Governo dimostra di non essere capace di costruire alleanze, di perseguire obiettivi ambiziosi di rilancio, di farsi carico di soluzioni che non abbandonino le lavoratrici e i lavoratori a un triste destino, di fare sistema paese insomma”. Dunque, ciò che chiedono i sindacati è un serio confronto con l’amministrazione regionale e con le istituzioni locali per concordare le giuste misure e soluzioni a tutela del lavoro, dello sviluppo e per tutti quei lavoratori interessati a partire da politiche attive e formazione.

Raggi incontra i sindacati: “Alitalia è una risorsa per il Paese. Non possiamo permettere questo”

“L’ex compagnia di bandiera Alitalia è stata gestita in maniera ondivaga. Sono decenni che l’azienda non riesce a uscire da una crisi nera. Sono convinta che l’unica compagnia di bandiera debba essere tutelata. Quando si parla di esuberi si parla inevitabilmente della perdita del posto di lavoro per migliaia di persone. Molti di loro hanno una famiglia, hanno dei progetti, spese da affrontare. Immaginiamo il dramma sociale che questi esuberi e questa perdita di lavoro determinerà a danno delle persone e dei territori. Non possiamo permetterlo. Alitalia è una risorsa per il Paese, per Roma, per Fiumicino, per tante città della costa”. Queste le parole della Sindaca Raggi durante il confronto con i sindacati. Dunque, tutela della compagnia per evitare il dramma sociale.

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