16.5 C
Roma
Dicembre 5, 2022, lunedì

Ultime News

Due vigili fanno sesso nella volante a Roma: potrebbe trattarsi di revenge porn

- Advertisement -

Una svolta per il caso dei due agenti della Polizia Municipale di Roma colti mentre consumavano un rapporto sessuale durante le ore di servizio che, negli scorsi giorni, ha indignato l’opinione pubblica. Adesso si indaga intercettazione abusiva e revenge porn, a quanto riporta il Messaggero.

Pare sia stata una cimice ad aver registrato l’incontro dei due agenti. La procura di Roma aveva aperto un fascicolo in merito alla questione: c’erano due chiavette Usb con la registrazione del rapporto sessuale e una lettera anonima che denunciava due agenti in servizio di aver intrattenuto un rapporto sessuale, nell’auto di pattuglia, in un campo roma a Tor di Quinto. Il Procuratore aggiunto ha accertato che quella registrazione non proveniva dall’audio della centrale, ma era un audio registrato da una cimice inserita in auto. I due agenti, adesso, potrebbero essere sentiti proprio per stabilire se davvero il rapporto sessuale sia avvenuto durante il turno o meno. In caso positivo potrebbe esserci interruzione di pubblico servizio, a quanto riporta il Messaggero.

La Procura indaga sul revenge porn?

In Procura ciò che si sta valutando è che questa intercettazione abusiva e l’invio di lettera anonima possa essere una strategia volta a colpire proprio la vigilessa, a quanto riporta il Messaggero, con una forma di revenge porn. Come è noto il revenge porn è un reato che prevede pene fino a sei anni e riguarda le vendette compiute attraverso la diffusione di immagini o video a sfondo sessuale senza il consenso dell’interessato. Già la donna, come riporta il Messaggero, nel 2016 aveva denunciato, insieme a una collega, un suo superiore.

E sempre la stessa donna aveva firmato una relazione al suo comandante riferendo “attenzioni particolari e affatto gradite ricevute da un collega”. Così è stata notificata l’avviso dell’apertura di procedimento disciplinare. Ma l’avvocato della donna ha sottolineato come importante nella questione sarà stabilire “se a danneggiare la municipale non sia stato invece chi ha piazzato una microspia e diffuso l’audio”.

Articoli Correlati

- Advertisement -

Ultimi Articoli

- Advertisement -