Elezioni comunali Lazio, la destra conquista Latina e Fiumicino

Elezioni comunali Lazio: ottenuta la vittoria al primo turno a Latina, unico capoluogo di provincia del Lazio al voto, a Fiumicino, nonostante la città sia stata amministrata per ben dieci anni da un esponente dem del calibro di Esterino Montino, a Pomezia, ex capitale dei grillini, e a Terracina, dove nessun effetto sembrano aver prodotto arresti e avvisi di garanzia che hanno fatta naufragare la precedente giunta di FdI, la destra ha continuato a stravincere su tutto il territorio regionale.

Latina ha stravinto Matilde Celentano, diventando la prima sindaca della città e chiudendo l’esperienza di centrosinistra che aveva iniziato nel 2016 il civico Damiano Coletta. Il capoluogo pontino è tornato ad essere il cuore nero del Lazio e a nulla è servito all’ex primo cittadino aver guidato una coalizione giallorossa.

Ce l’ha fatta a Fiumicino l’ex ministro centrista Mario Baccini, candidato in quota Lega, sconfiggendo l’ex vice di Montino, Ezio Di Genesio Pagliuca, e a Pomezia si è imposta Veronica Felici, leader locale di FdI, che ha relegato al terzo posto la pentastellata Stefania Padula. A Terracina è stato poi eletto primo cittadino Francesco Giannetti, candidato in quota Lega

Al ballottaggio andranno, ad Anagni, il civico Alessandro Cardinali e il sindaco uscente Daniele Natalia, del centrodestra, ad Aprilia la civica Luana Caporaso e il candidato del centrodestra, Lanfranco Principi, a Rocca di Papa i candidati Massimiliano Calcagni (centrodestra) e Francesco De Santis (centrosinistra) e a Velletri l’avvocato Ascanio Cascella (centrodestra) e il primo cittadino uscente Orlando Pocci (centrosinistra).

Andando infine al centrosinistra ha vinto al primo turno il dem Pietro Tidei, a Santa Marinella, ottenendo così il bis, a Valmontone l’ex vicesindaca Vittoria Bernabei e Alessandra Sabelli a San Cesareo. Eletto inoltre sindaco a Ferentino il dem Piergianni Fiorletta, appoggiato però anche dal centrodestra contro lo sfidante Alfonso Musa, che aspirava a raccogliere il testimone dal dem Antonio Pompeo.

A Campodimele, in provincia di Latina, il paese dei centenari, non ha ottenutoneppure un voto l’imprenditrice transgender Andrea Paola Iannotti ed è stato scelto come primo cittadino Tommaso Grossi. A Roccagorga, sempre in provincia di Latina, torna alla guida del paese con una civica Carla Amici, sorella dell’ex sottosegretaria dem Sesa, e a Segni, in provincia di Roma, è stato eletto sindaco Silvano Moffa, una lunga carriera tutta a destra, iniziata nell’Msi, ex sottosegretario ed ex deputato.

“La vittoria ad Arpino è una vittoria del desiderio. Non è una città difficile come Salemi o Sutri, dove il sindaco è una specie di missionario, ma un luogo di felicità e bellezza. Io devo lavorare nella direzione di avvantaggiare e far crescere la realtà che già esiste: non è una operazione di soccorso, come spesso ho fatto, ma un’operazione in cui sono compiaciuto di avere avuto consenso in una città così bella, importante e ricca”, così Vittorio Sgarbi dopo la sua elezione per il centro destra a sindaco di Arpino (Frosinone) dove ha conquistato il 44,39% dei voti.

Già eletto quattro volte sindaco in quattro comuni diversi, Sgarbi, sottosegretario alla Cultura, lascerà ora la fascia tricolore da sindaco di Sutri (Viterbo) e vestirà quella da primo cittadino di Arpino (Frosinone).

“Faremo una grande mostra del ‘Cavalier d’Arpino’ con Napoli e Roma e faremo la proposta per Capitale europea della cultura in rapporto con il Certamen ciceroniano, le cose che già esistono sono tali che non possono che diventare più grandi – conclude – Far diventare Arpino una capitale europea reale perché già lo è”.

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