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Dicembre 4, 2022, domenica

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Emergenza rifiuti, Roma al limite: quartieri sommersi. “Serve piano decoro”

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Emergenza rifiuti, Roma al limite: la città sporca e trasandata è la primissima urgenza a cui deve far fronte il nuovo sindaco. Nelle zone tra Monte Mario, Boccea e San Giovanni la situazione è insostenibile, i cassonetti sono stracolmi. Cgil e Cisl chiedono il prima possibile un piano decoro al Comune

Emergenza rifiuti, Roma al limite: torna la raccolta manuale degli operatori, si annulla la raccolta differenziata

Emergenza rifiuti, Roma al limite: In alcune zone come Pigneto e Tuscolano, la situazione è già eclatante e in altre, da San Giovanni al quartiere Trieste, sembra proprio dietro l’angolo. I rifiuti e la città sporca diventano quindi una delle primissime urgenze a cui deve far fronte il nuovo sindaco. Questo accade mentre i cassonetti-discarica costringono gli operatori Ama a buttare tutto nello stesso camioncino col risultato di annullare, da un lato la raccolta differenziata e dall’altro di contribuire all’aumento finale dei costi. “Costa di più smaltire un chilogrammo di indifferenziata che di rifiuti da avviare al riciclo” osserva Natale Di Cola, segretario della Cgil di Roma e del Lazio che difende i lavoratori. “L’altro effetto collaterale è che in questo modo si ritorna alla raccolta manuale, gli operatori si chinano per raccogliere manualmente i sacchetti e poi li lanciano nel camioncino, metodi che ormai non esistono più se non in misura altamente residuale in nessun’altra Capitale in Europa“.

Emergenza rifiuti, perché le strade diventano discariche proprio in questi giorni?

Emergenza rifiuti, la situazione in città precipita a seconda delle strade. Tra viale Eritrea, viale Libia e viale Gorizia ci sono i cassonetti stracolmi. Più a nord, dal Trionfale a Monte Mario fino a Boccea, ci sarebbero pure i nuovi bidoni della differenziata che però restano vuoti. Ma perché in questi giorni le strade diventano come discariche? Gli impianti sono al limite, ma è anche vero che è fisiologicamente aumentata la produzione di immondizia. “Tradizionalmente con la fine dell’estate, la ripresa delle scuole a pieno regime e l’avvicinarsi della stagione invernale con le festività, la città produce più rifiuti. Mettiamoci, poi, una ripresa delle attività e del turismo legate all’allentamento dell’emergenza epidemiologica e la crisi è presto spiegata: oggi ci troviamo in una situazione di capienza massima” spiega Di Cola. Per cui, oltre ai nuovi impianti, serviranno anche le discariche di servizio, dentro Roma come era stato chiesto all’ex sindaca Raggi, e Gualtieri entro pochi mesi dovrà mettere a punto un piano.

Emergenza rifiuti, fondamentale un piano decoro

“Fondamentale che tra le priorità del neo sindaco ci sia un “piano decoro” dice anche Marino Masucci, segretario della Fit-Cisl del Lazio. “Importante dare un segnale di discontinuità, con una pulizia straordinaria e immediata che restituisca dignità alla Capitale” continua. La Cisl avanza anche altre proposte concrete: “Bisognerebbe destinare tempestivamente risorse allo spazzamento, che dal 2012 al 2016 ha assistito a una decurtazione di 45 milioni di euro, e vanno determinati piani e luoghi per la chiusura del ciclo dei rifiuti e per colmare il deficit impiantistico regionale che costa alla collettività 170 milioni di euro annui per il trasferimento in altri siti”. Inoltre sul principio del “rifiuto zero”: “non esiste perché le percentuali di differenziata individuate finora erano irrealistiche: è importante intervenire sulla qualità della raccolta attestandoci su un 50% nel prossimo biennio, e investire su mezzi e risorse umane con almeno 800 nuove assunzioni”.

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