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Dicembre 2, 2022, venerdì

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Emergenza rifiuti a Roma: rischio sanitario e la gru dell’AMA

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Ama si è munita di una gru per rimuovere i rifiuti nella città di Roma. Il rischio sanitario è evidenze e l’emergenza rifiuti è alle stelle. L’attenzione da parte dell’amministrazione sembra essere solo verbale, ma poco o nulla viene fatto per risolvere il problema

La città di Roma sprofonda nell’immondizia e l’amministrazione dibatte tra impianti e discariche: l’emergenza rifiuti è evidente

L’emergenza rifiuti a Roma è ormai sotto gli occhi di tutti. Sono, infatti, diversi mesi che i rifiuti ingombrano le strade e i marciapiedi della Capitale comportando un vero e proprio rischio sanitario.

Ad esprimersi in merito è Andrea Costa, sottosegretario alla Salute, che durante un intervista su Nsl Radio ha affermato:

“Con l’arrivo dell’estate e l’innalzamento delle temperature i rifiuti non raccolti e abbandonati possono rappresentare un rischio anche per la salute, è un tema che le amministrazioni locali devono affrontare e risolvere. Non è solo una questione di decoro urbano, ma anche un tema legato alla salute pubblica”

Nella giornata del 28 giugno in Prefettura si sono riunite le organizzazioni sindacali in vista dello sciopero in programma nei prossimi giorni. Si rivendica il minimo servizio di raccolta, mentre l’Ama si è munita di una gru per rimuovere l’immondizia dai cassonetti.

Matteo Piantedosi ha chiesto di individuare delle alternative e aggiuntive sul conferimento delle tonnellate di rifiuti. Durante l’incontro, l’istanza di Giovi, gestore dei due TMB di Malagrotta è stata accolta favorevolmente: potrà conferire i rifiuti per altri giorni in un impianto vicino Viterbo.

Ad esprimersi in merito è stata anche la Sindaca Virginia Raggi, presa di mira per la situazione in cui versa la città di Roma. La Sindaca ha chiesto di predisporre un’ordinanza per imporre la riapertura della discarica di Albano Laziale. Con i poteri commissariali consentirebbe la riapertura della discarica in provincia di Roma per il conferimento di 200 mila tonnellate.

“L’inerzia della Regione Lazio ci costringe a questa decisione per evitare il peggioramento della crisi e conseguenze igienico-sanitarie per le persone. Su cinque discariche previste dalla Regione, soltanto due sono attive. E ad agosto chiuderà anche quella di Civitavecchia. Non hanno pensato ad una alternativa seria. Scaricano i problemi e la loro inefficienza sugli altri“, ha spiegato la sindaca.

“Intendiamo opporci in tutti i modi e con tutti i mezzi legali, per quello che ci compete. Ci muoveremo per vie legali, come abbiamo fatto già in passato, con il supporto dei comitati cittadini e delle associazioni ambientaliste-spiega Massimiliano Borrelli -Suu tema come questo, che coinvolge un’area vasta e in particolare i Comuni dell’area metropolitana, invece di cercare il dialogo la sindaca Raggi pensa di decidere a colpi di ordinanza. Se questo è il metodo, a barricate si risponde con barricate”.

Serafina Di Lascio

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