Roma sono stati registrati, complessivamente, 50 casi di Epatite A nel territorio coperto dalla Asl Roma 1 (municipi I, II, III, XIII, XIV, XV) e dalla Roma 2 (municipi IV, V, VI, VII, VIII, IX). A cui si aggiungono i 24 registrati nella provincia di Latina e distribuiti nelle città di Aprilia, Fondi, Formia, Latina, Sabaudia, Sermoneta, Campodimele, Priverno, Lenola e Terracina
Nessuno dei pazienti, fanno sapere dalla Regione, è in condizioni tali da destare preoccupazione. E, dallo Spallanzani, precisano che non risulta alcun grave caso di ricovero, né a Roma né in generale nel territorio regionale. Anzi, i pazienti risultano quasi tutti in via di guarigione.
“Monitoriamo costantemente la situazione” fanno sapere dalla Regione, aggiungendo che oggi pomeriggio, mercoledì 25 marzo, è previsto un nuovo aggiornamento epidemiologico ma che “non ci aspettiamo nuovi casi”.
L’aumento dei casi e il legame con la Campania
L’infezione causata dal virus dell’Epatite A è associata al consumo di frutti di mare crudi e, secondo quanto fa sapere a questo proposito la Regione, una partita sospetta di cozze, provenienti dalla Campania, e a cui sarebbero collegati i casi nel Lazio, è stata ritirata dal mercato lo scorso 20 febbraio. Motivo per cui, “al netto di sporadici casi non conclamati che possono sempre esserci, il fenomeno è circoscritto e sotto controllo”.
Proprio in Campania, infatti, si è registrata un’impennata di casi di Epatite A, con pazienti che avevano mangiato frutti di mare crudi, ostriche o cozze. Con l’arrivo dei primi casi anche nel Lazio è salita la preoccupazione.