È morto a 76 anni Sven Goran Eriksson. Lo annunciano la maggior parte dei siti inglesi e svedesi riportando un comunicato diffuso dalla famiglia. Il tecnico svedese, che in Italia ha allenato Lazio, Sampdoria e Roma, aveva fatto sapere a gennaio di avere un cancro al pancreas e che gli sarebbe rimasto al massimo un anno di vita. La BBC è la prima a dare l’annuncio: “Una notizia terribilmente triste ci giunge: Sven-Goran Eriksson è morto all’età di 76 anni. L’ex allenatore dell’Inghilterra è morto questa mattina nella sua casa circondato dai suoi cari”, scrive l’emittente pubblica inglese
Nella sua lunga carriera Eriksson ha vinto lo scudetto con la Lazio nel 2000, oltre a una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea, due Coppe Italia e due Supercoppe Italiane. In biancoceleste sicuramente l’allenatore più vincente si sempre.
In Italia è stato poi anche allenatore di Roma, Fiorentina e Sampdoria.
Ha inoltre vinto anche due campionati svedesi, una Coppa Uefa e una Coppa di Svezia con il Goteborg.
Senza dimenticare i tre campionati portoghesi, una Coppa di Portogallo e una Supercoppa portoghese vinti con il Benfica, perdendo poi la finale di Coppa dei Campioni a Vienna il 23 maggio 1990 contro il favoloso Milan di Arrigo Sacchi e dei tre papaveri olandesi.
Tra le sue esperienze più significative anche il ruolo di ct dell’Inghilterra dal 2001 al 2006. Dove però la sua stella non ha particolarmente brillato, a dirla tutta.
Ma è stato anche il primo allenatore straniero a guidare la nazionale dei Tre Leoni (seguito poco dopo dall’italianissimo Fabio Capello). E poi ha vissuto una stagione in panchina al Manchester City (2007-08).
L’ultima esperienza? Quella da ct delle Filippine nel 2019. Anzi no: l’ultimo ruolo lo ha avuto nel club dilettantistico svedese Karlstad, suo paese natale, come direttore sportivo.