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Novembre 29, 2022, martedì

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Expo 2030 a Roma: Gualtieri candida Tor Vergata

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Il Sindaco Gualtieri ha lanciato ieri la candidatura di Roma dal padiglione Italia di Expo 2020 a Dubai. In particolare è Tor Vergata ad essere al centro del progetto per ospitare Expo 2030 nella Capitale. Le parole chiave del progetto sono: rigenerazione urbana, impegno a costruire nuove relazioni fra i popoli e i territori, sostenibilità e innovazione. «Immaginiamo Expo non solo come una esposizione temporanea, ma come opportunità di rigenerazione urbana intelligente e sostenibile» dichiara il Sindaco affermando anche che è l’area a Tor Vergata quella scelta per ospitare l’esposizione universale.

Roma verso Expo 2030

Il quartiere dell’Esposizione sarà realizzato sulle aree a nord delle ‘Vele‘ e su quelle che si trovano sul lato destro di via dell’Archiginnasio. Questa diventerà la via di accesso principale al sito, anche grazie al nuovo tram, già ribattezzato “metro G“, che prenderà il posto della linea Roma-Giardinetti.

L’opera è stata già finanziata e saranno molte le fermate al servizo del futuro quartiere dell’Expo. Insomma, moderni tram gialli viaggeranno su nuovi binari verso sud, dove sono previste le nuove fermate ‘Parco di Torrenova‘, ‘Tenuta di Torrenova‘, ‘De Curtis‘, ‘Ingegneria‘, ‘Economia‘, ‘New Cambridge‘, ‘Policlinico Tor Vergata‘, ‘Archiginnasio‘ e ‘Città dello sport‘. Queste ultime tre saranno di fatto a ridosso, se non all’interno, dell’area Expo.

A supervisionare il progetto sarà l’architetto Carlo Ratti, professore al Mit, direttore del Senseable City Lab, e fondatore dello studio di design e innovazione Cra Carlo Ratti Associati. Con una vasta esperienza in occasioni internazionali, ha svolto un ruolo cruciale nelle ultime due Expo. Tra i suoi progetti recenti in questo ambito, vi è il masterplan per MIND (Milano Innovation District) e, a Expo 2020, ha progettato il Padiglione Italia con lo studio Italo Rota Building Office, matteogatto&associati e F&M Ingegneria.

In ultimo, la presentazione del logo di Roma 2030. Un arco, presentato in blu ma declinato in diversi colori, che al suo interno ha una porta da cui fare ingresso nella città, simbolo di accoglienza e integrazione. Realizzato da M&C Saatchi, la prima copia è andata a Gualtieri, la seconda sarà consegnata al Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che in un messaggio all’evento ha espresso l’augurio che Roma possa ricevere un ampio sostegno per la sua designazione.

Il Campidoglio spiega: «Si tratta di un logo dinamico, che rappresenta uno dei caratteri distintivi della candidatura di Roma a Expo 2030 e mantiene la sua identità pur variando costantemente forma e colore, sarà infatti proiettato con un’animazione sia all’esterno che all’interno del Padiglione Italia presente a Dubai e, nel corso della candidatura, sarà più di un semplice oggetto grafico; per la prima volta nella storia delle esposizioni universali, infatti, il logo di un’Expo diventa un NFT (non-fungible token) ed è salvato sulla blockchain. Un pezzo unico di arte digitale che ci accompagna verso un futuro sostenibile, digitale e connesso».

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