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Dicembre 8, 2022, giovedì

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Intervista a Federico Lobuono, il più giovane candidato sindaco della storia di Roma

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Inizia, a passi lenti ma cadenzati, la corsa verso la conquista di una delle poltrone politiche più ambite d’Italia. Lo scranno del Campidoglio, sedia dedicata al sindaco di Roma, diventerà vacante nel 2021 con Virginia Raggi, attuale prima cittadina del Movimento Cinque Stelle, determinata a ricandidarsi nuovamente per prolungare il suo “regno” sulla Capitale. Il sindaco in carica dovrà vedersela, tra gli altri, con Federico Lobuono, leader de “La Giovane Roma“: classe 2000, nato a Lecce ma trapiantato a Roma tra Pigneto e Monti, sarà il più giovane candidato sindaco della storia della “Città Eterna”. Un record straordinario che attirerà, certamente, l’attenzione di diversi romani. Studente universitario, non è un neofita della politica: ha esercitato la materia, infatti, tra le fila del Partito Democratico e di Italia Viva prima di “mettersi in proprio” formando un nuovo, giovane, partito.

L’intervista al candidato sindaco Federico Lobuono

I motori iniziano a scaldarsi in vista di un 2021 che consegnerà a Roma un nuovo sindaco. Rielezione di Virginia Raggi permettendo, ovviamente. Uno dei candidati è Federico Lobuono, ragazzo leader de “La Giovane Roma“. Ecco le sue risposte alle nostre domande:

Lei è il candidato sindaco più giovane della storia di Roma: sente questa pressione? Come è iniziato tutto quanto?
“Sento la pressione? Sì, decisamente. Non tanto per me, ma quanto per la fiducia che ci è stata riposta da tanti ragazzi che credono in noi e che vogliono far parte di questo progetto. Credono, come noi, che questo progetto possa riportare in primo piano la nostra generazione. È una responsabilità importante. Tutto è iniziato da un’idea di un nostro ragazzo, Simone, che ha dato l’input per creare un progetto su Roma che abbiamo sposato fin da subito”.

Ha già una squadra di candidati?
“Sì, abbiamo già una squadra di candidati: per ora siamo quattro, due ragazzi e due ragazze. Sono arrivate moltissime candidature che, piano piano, vaglieremo tutte. Vogliamo soltanto dei ‘top player’ in squadra: con esperienza, laureati o laureandi vogliosi d’impegnarsi per la propria città”.

Siete tutti molto giovani: quanto è importante far appassionare le nuove generazioni alla politica e alle tematiche di Roma?
“È molto importante, ma allo stesso tempo difficile. Purtroppo, i nostri genitori ci hanno abituati a pensare ad una ‘politica marcia’, quindi il disinteresse è anche normale. All’attuale classe politica dei giovani importa poco, perché non siamo molti e non tutti votano. Invece, noi, vogliamo ribaltare questa situazione rimettendo la nostra generazione in primo piano per dimostrare quanto le nuove leve contino e che voglia abbiano di mettersi in gioco per Roma”.

Quali sono i problemi ed i mali più gravi della Capitale e, soprattutto, come si debellano?
“I problemi sono tanti e non parliamo nemmeno di guai così complessi da risolvere. Basti pensare al tema dei trasporti e dei rifiuti. Roma è la città con la tassa Tari più alta d’Italia, eppure abbiamo un servizio che non funziona. Vendiamo la nostra spazzatura ad altre regioni, che pagano i romani. Avevamo un esempio di raccolta differenziata porta a porta a Colli Aniene ma si è deciso, proprio l’altro giorno, di tornare con i bidoni per strada. Ma era un esempio funzionante. Anche gli autobus: sembra una banalità, si fa in tante città italiane ed europee, ma salire nella parte davante del mezzo e scendere dietro aiuterebbe a contrastare l’evasione sul titolo di viaggio. Si fa ovunque, perché a Roma no? In un paio d’anni si raddoppierebbe la flotta di Atac, ma purtroppo la politica spesso s’incaglia in situazioni semplici. Basterebbe avere la volontà di prendere delle decisioni”.

Cosa le piacerebbe spiegare, della politica, ai romani?
“Questa è una bella domanda. Tempo fa abbiamo letto che nessuno vuole fare il sindaco di Roma perché è una città ingovernabile. Ecco, noi vogliamo combattere questa retorica. Sapete chi dice che i giovani sono il futuro? Chi vuole controllare il presente. Noi, invece, vogliamo metterci in gioco fin da adesso. Vogliamo incidere sul futuro essendo presente fin da oggi. Ci piacerebbe spiegare anche, a chi ci giudica per la nostra età, che non sono stati i giovani a portare la Capitale in queste condizioni. Sarà una partita difficile ma ci proveremo…”

Pur non essendo romano, ha una grande passione per la città: come vive Roma? Quali sono i luoghi che preferisce ed in quali vorrebbe attuare un rilancio concreto?
“Non sono romano, ma non serve essere nati in una città per poterla amare profondamente. Io a Roma sto molto bene, mi sono trasferito cinque anni fa ed i romani mi hanno adottato fin da subito. Prima vivevo a Pigneto, andavo a scuola a Centocelle, ora invece vivo a Monti. Luoghi che preferisco? Il Gianicolo. Roma è piena di spazi in disuso o abbandonati che noi vorremmo riqualificare riconsegnandoli alla città. Sono spazi che potrebbero essere dati in comodato d’uso alle start-up oppure alle azienda. Dobbiamo convincere gli imprenditori a rimanere qui”.

Come farete politica?
“Faremo politica certamente sui social, però torneremo a farla anche nelle piazze e nel ‘porta a porta’. Non abbiamo paura del confronto, ci interfacceremo con tutti, e non abbiamo timore per fischi e critiche: siamo giovani e vogliamo metterci in gioco. Il confronto sarà alla base della nostra campagna elettorale…”

C’è una figura alla quale si ispira?
“Sono diversi i leader politici che apprezzo: da Aldo Moro per la sua capacità di mediare, a Berlinguer per la sua coerenza passando per alcuni esponenti stranieri come Kennedy. M’ispiro anche a politici contemporanei come Matteo Renzi che ha fatto parte del mio percorso, è un grande leader ma non posso esimermi nel dire che Giuseppe Conte è stato un ottimo Presidente del Consiglio gestendo la minaccia sanitaria del Covid-19 portando, in seguito, i soldi del ‘Recovery Fund’…”

Ha un messaggio per i suoi coetanei?
“Mettetevi in gioco, non aspettate che qualcuno venga da voi a dirvi che è arrivato il vostro momento. Non accadrà mai. Noi, invece, vogliamo farvi partecipare: prendiamo le vostre proposte, discutiamone insieme, candidatevi con noi, fate parte del nostro staff, lavoriamoci insieme e mettiamoci la faccia. Questo è un progetto per tutti…”

ANDREA MARI

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