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Settembre 25, 2022, domenica

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La Fondazione Fendi di Roma ospita la mostra Frequency

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Fondazione Fendi Roma: Frequency esposizione aperta fino al 10 dicembre. Il DPCM ha chiuso i musei, ma ha mantenuto aperte le gallerie. Per I Romani le possibilità per passare una giornata tra l’arte e la gastronomia non mancano e la Fondazione Fendi è una di queste. E’ più di una galleria la Fondazione Fendi a Roma, più di uno spazio espositivo: è un meraviglioso palazzo di esposizioni.

Propone un modalità innovativa , multimediale, moderna per godere dell’arte e vivere nell’arte. Il palazzo ospita anche prestigiosi appartamenti e un ristorante con un panorama mozzafiato su tutta Roma. Imperdibile la mostra Fequency ancora per pochi giorni e magari concludere sorseggiando un calice di vino bianco sui tetti di Roma.

Fondazione Fendi Roma: Frequency di Sultan Bin Fahad

Le installazioni di Sultan Bin Fahad sono sotto la protezione del Rhinoceros della Fondazione Alda Fendi di Roma. Nella splendida architettura del centro storico di Roma, tra l’arco di Giano e la Bocca della verità, all’interno del palazzo sapientemente rivisitata da Jean Nouvel, si oltrepassano i confini, gli stereotipi e si sperimenta.

Certamente mistica, spirituale e introspettiva appare la mostra Frequency: 6 istallazioni di Sultan Bin Fahad, artista Saudita, un’oscillazione costante tra il tangibile e l’intangibile, tra cultura materiale e immateriale. Frequency infatti, è la frequenza in cui gli uomini si “sintonizzano” sulla ricerca del Divino per ritrovarsi soli, in un intimo eterno momento. Il viaggio dell’artista, nella Fondazione Fendi di Roma, è tra due luoghi Mekka e Medina, fatto di voci, profumi, aromi e materiali.

La Fondazione Fendi di Roma ospita la mostra Frequency
Fondazione Fendi Roma presenta Frequency esposizione aperta fino al 10 dicembre – Photo Credits © Chiara Sticca

Frequency in Roma

L’artista ci propone un tragitto senza tempo, in altre parole, un viaggio attraverso suggestioni del Medio Oriente. Tuttavia, è anche un’esplorazione intima che la si percorre tra i sentimenti più profondi dell’essere. Sultan Bin Fahad ricostruisce ambienti distinti, stanze di preghiera, in cui il rito, il segno, la voce, le mani, l’acqua confluiscono in un White Noise.

Il suono bianco, vale a dire, un suono generato da migliaia di pellegrini che giungono a visitare i luoghi sacri. La conseguenza è un suono corale e assordante come un boato ritmato. White Noise è, per chiarire, un concetto estrapolato dal linguaggio tecnologico ed elettronico. Quindi da questo bianco che ha un suono, termina o comincia il lungo viaggio universale verso la spiritualità.

Linguaggi visivi e rimandi alla tradizione religiosa nella Fondazione Fendi di Roma: Frequency

La linea sottile tra terreno e Divino si materializza attraverso la creazioni di oggetti pregni di nuove simbologie, che nascono dal Rito dei Morti arrivando alla ricerca dell’eternità. In Stone could speak marmi di provenienza di aree sacre Saudite, posizionati a terra con casualità, vengono investiti di luce, accolgono la proiezione video di uomini e donne in preghiera e sono gli unici testimoni di un intima umana ricerca della spiritualità

Buio, luce, penombra, monocromatismo ne esaltano la riflessione interiore. La mostra nel prestigioso palazzo della Fondazione Fendi di Roma, ci conduce con delicatezza e sorpresa, tra ritmi e riti lontani. Atmosfere esotiche, introspettive e soprattutto esclusive. Conseguenze accomunabili ad ogni uomo o donna, in tutte le latitudini del mondo. Un’intima spiritualità, dove in ognuno di noi vi è la ricerca il White Noise.

Chiara Sticca

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