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Dicembre 8, 2022, giovedì

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Omicidio di Gaia e Camilla, Pietro Genovese dopo la condanna: “Mi sento solo”

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Il terrible incidente avvenuto nella notte tra il 21 e il 22 dicembre 2019, in cui hanno perso la vita Gaia e Camilla, entrambe 16enni, è costato caro anche a Pietro Genovese, il responsabile dell’accaduto. La condanna definitiva per il ragazzo è infatti di 8 anni. Il figlio 21enne del regista dichiara: “Nessuno può capire quello che sento“.

Un’esperienza che va oltre la condanna in carcere

Pietro Genovese afferma di sentirsi profondamente solo, nonostante la vicinanza di numerose persone care. Ora dovrà infatti affrontare non solo il carcere, ma un sentimento che lo accompagnerà per tutta la vita. Il ragazzo ha espresso il suo stato d’animo agli amici, prima di conoscere la sentenza: “Nessuno può capire quello che sento, sono solo di fronte a questa cosa”. I rimorsi di quella notte sono molti. E’ consapevole che non avrebbe dovuto guidare con un tasso alcolemico che non lo permetteva. Forse avrebbe dovuto fare altro, quella sera, dice all’amico che era con lui in auto durante l’incidente. La frase che continua a ripetere, da quando ha ascoltato il giudice Gaspare Sturzo leggere la pena con voce commossa, è: “Che mi succede adesso?“. Secondo il giudice l’incidente fu una sua esclusiva responsabilità, senza concorsi di colpa delle ragazze o di fattori esterni. I suoi avvocati hanno però già annunciato ricorso in appello e sono sicuri che la lettura data in primo grado non rispecchi quanto emerso dall’istruttoria. Dicono gli avvocati Tognozzi e Coppi: “Non c’è stata nessuna gara di sorpassi e respingiamo ricostruzioni fantasiose che non hanno trovato alcuno spazio nei vari passaggi dell’inchiesta e nel processo“.

Il basso profilo mantenuto dalla famiglia di Pietro Genovese

La famiglia Genovese non ha potuto presenziare in aula, trattandosi di una camera di consiglio in un processo a porte chiuse. Il padre del ragazzo inoltre, il regista Paolo Genovese, ha fin da subito preferito la riservatezza, cercando di comunicare con la famiglia delle vittime privatamente. Per evitare di incrementare polemiche ed alimentare il fuoco mediatico inoltre, il padre ha deciso di rimanere in disparte, lasciando il figlio di fronte alle proprie responsabilità.

Camilla Messina

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