14.3 C
Roma
Novembre 26, 2022, sabato

Ultime News

«Genitore» sulla carta d’identità: addio alla norma Salvini

- Advertisement -

Il Tribunale di Roma (XVIII Sezione) ha accolto il ricorso presentato da due donne per la dicitura da inserire sulla carta d’identità elettronica della figlia: la forma «genitore» sul documento è stata valutata come l’unica possibile per le due madri della bambina.
Si tratta di una sentenza estremamente significativa, contraria al decreto emanato da Salvini che imponeva la dicitura specifica di «padre» e «madre» sui documenti.

L’ordinanza del Tribunale prevede ora che il sindaco di Roma Gualtieri metta in atto le disposizioni necessarie per rendere possibile la modifica della documentazione.
La reazione irritata di Salvini è ben presto arrivata, con l’ex Ministro dell’Interno che si è detto allibito per la sentenza, che getta un’ombra discriminatoria sulle parole «mamma» e «papà», da lui definite come “le parole più belle del mondo”.

La travagliata strada verso la dicitura «genitore» sulla carta d’identità

«Genitore» sulla carta d'identità: addio alla norma Salvini
Logo “Famiglie Arcobaleno”, Fonte famigliearcobaleno.org

Le due madri sono state supportate nel loro ricorso dalle associazioni Famiglie Arcobaleno e Rete Lenford, che sin dal 31 gennaio del 2019 si erano attivate per contrastare il decreto emanato da Salvini quando era Ministro dell’Interno che prevedeva di inserire come nominativi per la potestà genitoriale i termini «padre» e «madre» anche nei casi in cui le famiglie in questione fossero composte da genitori dello stesso sesso.
Una norma questa che, come è facile immaginare, metteva le famiglie omogenitoriali di fronte a un’estrema difficoltà.
Le associazioni, infatti, hanno pià volte sottolineato come questo decreto avesse costretto numerose mamme e numerosi papà a vedere il proprio nominativo, femminile o maschile, sotto una dicitura del tutto estranea ad una rappresentazione effettiva.

Tutti questi elementi hanno convinto le due madri a farsi forza e ad intraprendere una lunga e tormentata vicenda giudiziaria, che ha però finalmente dato i suoi frutti.
L’ordinanza, infatti, consente finalmente a queste due donne di vedere riconosciuta la propria individualità genitoriale con una rappresentazione che non vada in contrasto con l’identità sessuale e di genere di nessuna delle due.

Giulia Guglielmetti
Seguici su Google News

Articoli Correlati

- Advertisement -

Ultimi Articoli

- Advertisement -