12.5 C
Roma
Dicembre 8, 2022, giovedì

Ultime News

Genitori in ospedale e figli in isolamento: la storia di una famiglia di Roma

- Advertisement -

Il Covid-19 continua a danneggiare la quiete di migliaia e migliaia di persone in Italia e nel mondo, obbligando spesso genitori in letti d’ospedale e figli in isolamento a casa: ecco la storia di una famiglia di Roma Nord che vive sulla Cassia e che è l’esempio di tante altre situazioni drammatiche

Covid-19 e storie drammatiche: nella città di Roma la storia di una famiglia che riceve solidarietà da amici e vicini

Da Roma al resto del mondo, sono migliaia le famiglie che stanno vivendo situazioni drammatiche per colpa del Covid-19. Le condizioni psicologiche sono sempre più labili e quelle economiche difficilmente sono sufficienti per arrivare a fine mese. La vicenda raccontata su Il Messaggero, è la storia di Sabrina, donna di 59 anni, educatrice precaria in un asilo nido comunale della Giustiniana. La signora vive con la propria famiglia sulla Cassia, a Roma Nord, e da oltre 10 giorni è entrata nell’incubo del Covid-19.

Dopo i primi sintomi e la positività al tampone molecolare, ad essere contagiati sono stati anche gli altri componenti del nucleo familiare: il marito Vito di 57 anni, la figlia Gemma di 21 e il fratello minore di 16 anni. Il dramma inizia quando Sabrina viene ricoverata al Sant’Andrea per dei sintomi che stavano aggravando la propria situazione e dopo 24 ore il marito è stato portato in ambulanza all’ospedale San Pietro. Entrambi hanno riscontrato una polmonite bilaterale e sono curati nei rispettivi reparti Covid delle due diverse strutture.

Il racconto

I figli, obbligati a restare in casa in isolamento fino a quando non saranno guariti, riscontrano il problema di come “sopravvivere” in assenza dei genitori. Il risvolto lieto della storia è la gara di solidarietà tra parenti, amici e vicini di casa. Secondo quanto racconta Vito, “L’altro giorno alcuni condomini, spontaneamente, hanno fatto la spesa e l’hanno lasciata alla porta di casa“- e per quanto riguarda il loro animale domestico- “Inizialmente abbiamo avvisato la protezione civile, affinché mandassero qualcuno per portarlo fuori con le precauzioni del caso, ora c’è una dog-sitter“. Ma resta ancora un ultimo problema: “Secondo la Asl la mia famiglia, e in questo caso i miei figli rimasti a casa, dovrebbe andare autonomamente al drive-in per il tampone molecolare di controllo. Ma vista la situazione mi auguro che si trovi, anche tramite il medico di base, la soluzione per un test domiciliare“.

Serafina Di Lascio

Articoli Correlati

- Advertisement -

Ultimi Articoli

- Advertisement -