Home Attualità Cronaca Giallo Martina Scialdone a Roma: le condizioni di salute del killer

Giallo Martina Scialdone a Roma: le condizioni di salute del killer

Proseguono le indagini sul giallo di Martina Scialdone, l’avvocata uccisa lo scorso venerdì a Roma, presso il quartiere Tuscolano. Ad ucciderla, con un fatale colpo di pistola, sarebbe stato Costantino Bonaiuti, compagno della vittima.

Bonaiuti era responsabile presso l’Enav di meteo e traffico aereo, ma l’ente ha prontamente disattivato il suo badge e smantellato la sua scrivania. Gli inquirenti si trovano ora a fare i conti con la sua difesa, che avrebbe sollevato il problema dell’incompatibilità con il regime carcerario a causa di gravi problemi di salute.

Avvocata uccisa a Roma: il delitto e la premeditazione

In foto, Martina Scialdone e il fratello. Fonte repubblica.it

L’omicidio di Martina Scialdone, secondo quanto riporta Corriere, si sarebbe consumato davanti al ristorante “Brado” di viale Amelia, a quartiere Tuscolano. Ad inchiodare il sessantenne Bonaiuti è Lorenzo Scialdone, fratello della vittima e testimone chiave nella vicenda, in quanto avrebbe assistito direttamene al crimine.
Un crimine che, da quanto sembra, ha tutta l’aria di essere un femminicidio premeditato. L’avvocato di Bonaiuti, Fabio Taglialatela, avrebbe però contestato la premeditazione.
Il colpo di pistola che ha ucciso Scialdone, sempre secondo le informazioni riportate da Corriere, sarebbe partito in seguito ad un litigio della coppia. La lite, a quanto sembra, sarebbe stata segnalata alle forze dell’ordine mezz’ora prima dello sparo.

In attesa di fare ulteriore chiarezza sulle dinamiche dell’omicidio, gli inquirenti si stanno ora concentrando sul ricostruire un quadro sulla figura di Bonaiuti.
L’uomo, da quanto raccontano i colleghi di lavoro, avrebbe dichiarato di avere una forma molto aggressiva di tumore ai polmoni già a partire dal 2019, che spesso lo aveva costretto a cicli chemioterapici. Tuttavia, l’imputato avrebbe smentito di essere malato proprio all’avvocato Taglialatela.
Spetterà ora agli inquirenti il fare chiarezza sulle effettive condizioni di salute del 60enne, oltre che sulle armi da fuoco da lui possedute e che si sono rivelate fatali per Scialdone.

Giulia Guglielmetti
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