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Novembre 28, 2022, lunedì

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Hotel Covid: strutture alberghiere trasformate in edifici ricettivi

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Le strutture alberghiere diventano medicalizzate. Ospiti non solo coloro che non possono effettuare l’isolamento ma anche chi ha bisogno della terapia d’ossigeno. “La situazione degli ospedali è drammatica più o meno in tutta Italia, o addirittura tragica”. Lo ricorda Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, parlando dell’emergenza Coronavirus. Un’Italia a colori, suddivisa in zone rischio: giallo, arancione, rosso. Il nuovo Dpcm ha definito un piano d’azione diverso per ogni regione, sulla base di ventuno indicatori contenuti nelle restrizioni del 30 aprile scorso. Ecco la situazione attuale negli Hotel Covid.

Come siamo arrivati a questa situazione?

Ma come si è arrivati a tutto questo? Solo nella giornata di ieri, i nuovi casi di Coronavirus in italia sono stati 25.271, sulla base di 147.725 tamponi, e 356 i morti. Intanto crescono ancora le terapie intensive e i ricoveri. Le strutture ospedaliere sono sempre più sotto pressione e medici ed infermieri chiedono, a gran voce, un “lockdown totale“. La seconda ondata travolge gli ospedali. Non hanno abbastanza personale, né posti letto. Le ambulanze vengono bloccate fuori i pronto soccorso per ore ed ore. Fronteggiare dei numeri così alti sembra essere, davvero, una missione complicata da assolvere.

Hotel Covid: respiro per gli ospedali

Nasce l’idea dell’Hotel Covid nella Regione Lazio. La misura è stata pensata per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Si tratta di strutture alberghiere trasformate in edifici ricettivi per i pazienti affetti da Coronavirus. L’obiettivo è quello di liberare i pronto soccorso degli ospedali travolti dalla seconda ondata. Sono 169 le stanze messe a disposizione, 93 i pazienti attualmente ospitati: “Mentre le stanze attrezzate per i pazienti che necessitano dell’ossigeno sono 49“. Il direttore sanitario della Asl Roma 3, Simona Amato, ha spiegato la situazione attuale.

Non è un ospedale, ma una struttura medicalizzata che permette di effettuare l’isolamento a coloro che non hanno la possibilità di farlo nel proprio domicilio.
I pazienti possono accedere attraverso l’Asl territoriale, i medici di famiglia  dall’ospedale in cui sono ricoverati per terminare la degenza.

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