Partito democratico e Fratelli d’Italia ottengono cinque seggi a testa, poi Alleanza Verdi-Sinistra uno come Forza Italia-Noi Moderati e Lega, mentre il M5S ne ottiene due nonostante il clamoroso flop sia a livello nazionale sia locale. Alla luce di questa spartizione, ecco quali sono i candidati che ce l’hanno fatta e quali no e quante preferenze hanno ottenuto, aggiornate alle 21.39 del 10 giugno in base ai dati forniti da Eligendo sulle elezioni europee, il portale sui risultati elettorali del ministero dell’Interno.
Boom AVS a Roma alle elezioni europee
Partiamo dai risultati dei partiti. Fratelli d’Italia è il primo partito nella città di Roma con il 29,09%, grazie a 277.574 voti. Su tutta la regione il partito di Giorgia Meloni (132.687 ottenuti dalla presidente del Consiglio, che per ovvi motivi non andrà a Strasburgo) ha guadagnato 688.227 voti, andando oltre il 33%. Il Pd di Elly Schlein (la segretaria nazionale a Roma ha ottenuto 41.722 preferenze, ma come Meloni anche lei resterà in Italia), è salito al 27,50% con 262.447 voti. Su tutto il Lazio sono stati 472.837 i voti e una percentuale più bassa che supera di poco il 22%. Questo anche perché nelle altre province come Latina (15%), Frosinone (17%), Rieti (18%) e Viterbo (18%) i dem non sono andati benissimo. Risultato entusiasmante, a Roma, per Alleanza Verdi-Sinistra di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli: quasi l’11% grazie a 104.642 preferenze. A livello cittadino è il terzo partito, a livello regionale (8,51%) diventa il quarto dietro il M5S. Parlando del partito di Giuseppe Conte, il flop è stato fragoroso. Solo 10,81% ottenuto con 160.244. Solo meno di due anni fa, alle elezioni politiche, su Roma il M5S prese il 14% e già fu un fallimento: l’emorragia, quindi, è continua e apparentemente irrefrenabile. Non brilla Forza Italia-Noi Moderati, almeno su Roma, dove si ferma al 4.57%, praticamente lo stesso risultato di Azione, un pelo sopra la Lega (4,24%) e Stati Uniti d’Europa (4,20%). Tra il partito fondato da Berlusconi e ora in mano ad Antonio Tajani e quello di Salvini, nella Capitale ci sono meno di 3mila preferenze di distacco in favore del primo. Oltre 28mila preferenze per Pace,Terra,Dignità di Michele Santoro, che sfiora il 3% lasciandosi ben dietro le altre tre liste che concludono l’elenco di quelle che si erano presentate nella nostra circoscrizione: Democrazia Sovrana e Popolare, Libertà di Cateno De Luca e Alternativa Popolare di Bandecchi: nessuna di loro arriva anche solo a sfiorare l’1%, totalizzando (in tre) meno di 15mila preferenze.
Il generale Vannacci, autore di un libro che ha fatto il giro del mondo per la quantità di considerazioni politicamente scorrette contenute, è stato votato da 18.101 romani, permettendogli così l’elezione a Strasburgo