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Novembre 28, 2022, lunedì

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Il caso sulla discarica abbandonata entra in Procura: si combatte per il Parco Archeologico a Centocelle

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Torna in scena il vecchio caso della discarica trovata mesi fa nell’area dell’ex Casilino 900, sommersa dalla vegetazione e ancora abbandonata a sé stessa.

Discarica abbandonata: dalla causa alla Procura

Nella discarica abbandonata rifiuti edili, immondizia e scarti di ogni genere inghiottiti dal 2010 a oggi, sollevano l’indignazione di cittadini e residenti che abitano e vivono la zona di Centocelle. Uno spazio di cui la libertà viene ora reclamata dopo mesi di inattività da parte delle istituzioni. Una mancanza di sostenibilità ambientale così evidente che ha spinto i cittadini e il comitato PAC Libero a trasformare un caso di discarica abbandonata in una vera e propria causa da portare alla Procura della Repubblica, presso il Nucleo Investigativo dei Carabinieri Forestali.

Iter storico

Dieci gli anni trascorsi dallo sfollamento di 600 nomadi che abitavano il campo rom abusivamente, il più grande d’Europa. Per liberare la zona dai rifiuti tossici – e non solo – sorti con lo sgombro dei presenti, si è ben pensato di accantonarli e immergerli in una sorta di imbuto naturale, poi coperto con grossi teli azzurri. Ma dal letame non nasce mica il fior e così, dopo anni di negligenza da parte di politici che avrebbero dovuto risanare l’area, i rifiuti non danno ancora il via libera per la realizzazione del Parco Archeologico tanto desiderato dai cittadini e promesso dai tanti.

L’azione dei cittadini

Con l’esposto alla Procura della Repubblica, i cittadini e il comitato PAC Libero pretendono di accertare possibili violazioni al testo al Testo Unico sull’Ambiente (D.Lgs 152/06) e la contaminazione dell’area interessata, già certificata da ARPA Lazio nel 2017. Iter indispensabile per proseguire con la causa e dare basi concrete a ciò che pare essere un progetto solo platonico.

La risposta delle istituzioni

Questa è una notizia falsa, quei rifiuti non sono più lì. Mi sono informato, è stato totalmente sgomberato sotto la mia amministrazione, quindi quello che dicono è una cavolata, per non dire altro”. Son queste le parole pronunciate dall’allora sindaco di Roma, Gianni Alemanno, con le quali si discolpa da ogni accusa in merito alla disastrosa situazione mal gestita.

E’ nella dichiarazione di Mauro Caliste – candidato presidente del centrosinistra al Municipio V – che si cerca di trovare conforto e speranza per la realizzazione di un progetto che avrebbe dovuto concludersi da anni: “Una denuncia che mi sento di avallare e condividere in pieno, il parco è infatti di proprietà del Comune e ricade nelle sue specifiche responsabilità, e ora, dopo anni di immobilità e rimpallo di responsabilità, è ora di intraprendere una nuova strada“.

Scritto da Simonetta Chiariello

Foto: il Messaggero.it

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