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Maggio 8, 2021, sabato

“Il trio che spacca”: nella chat, una banda di ragazzi si vantava delle rapine

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Una banda di ragazzi, tra maggiorenni e minori, terrorizzava a Roma diversi coetanei e minorenni compiendo rapine avvalendosi della forza del branco: le indagini hanno portato all’individuazione dei componenti del gruppo malavitoso che operava, soprattutto, nei pressi delle stazioni della metropolitana. La bandi si vantava delle sue azioni su WhatsApp.

Nella giornata di mercoledì, il personale della Squadra Investigativa del Commissariato Viminale ha dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misure cautelari emesse dal Gip presso il Tribunale di Roma, su richiesta del Pool reati contro il patrimonio, nei confronti di A.F di anni 21, A.D. di anni 19, P.D. di anni 20 e T.V. di anni 19, in quanto ritenuti responsabili, in concorso tra loro e con altri quattro soggetti minori (nei cui confronti su ordinanza presso il Tribunale per i Minorenni di Roma, è stata applicata la misura cautelare della permanenza in casa) di tre rapine tra il 23 e il 30 gennaio.

La banda terrorizzava diversi ragazzi

L’attività di indagine è stata avviata in seguito di una rapina perpetrata lo scorso 30 gennaio nei locali della metropolitana fermata Termini, nei confronti di due giovani minori, rispettivamente di anni 15 e 17, i quali, dopo esser stati accerchiati dal gruppo di giovani, saliti alla fermata Flaminio, sono stati colpiti con pugni al volto e minacciati con un coltello per costringerli a cedere i loro beni, tra cui denaro e telefono cellulare.

Sulla base degli elementi forniti dalle vittime, le Forze dell’Ordine hanno acquisito immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza, presenti all’interno della stazione metropolitana di Roma Termini, che hanno confermato i fatti così come denunciati dai due giovani rapinati dal gruppo composto da otto ragazzi. Dall’analisi del traffico telefonico del telefono cellulare asportato ad uno dei minori, è emerso che lo stesso apparato era stato utilizzato poco dopo la rapina da A.F. il quale, condotto in commissariato, ha ammesso le proprie responsabilità riguardo alla sua partecipazione alla rapina. Indumenti indossati nella rapina sono stati ritrovati dalla Polizia nella sua abitazione.

Banda di ragazzi: sulle chat di WhatsApp ritrovate conversazioni compromettenti

Dalla memoria del telefono cellulare in uso a A.F., gli investigatori hanno rilevato l’esistenza di una chat sulla piattaforma WhatsApp denominata “Il trio che spacca”, dove erano contenuti messaggi, chiaramente allusivi, alla rapina denunciata dai due giovani minorenni, nonché a precedenti rapine commesse in danno di altri coetanei. Dal tenore delle conversazioni, è stato possibile dedurre l’esistenza di un gruppo composto da soggetti giovani, alcuni dei quali minorenni, che si è avvalso della forza del numero dei componenti per commettere rapine ed atti di bullismo, generando nelle vittime paura e impossibilità a difendersi. È stato accertato che il gruppo criminale, accerchiando la vittima di turno, non le consentiva di difendersi permettendo al branco di impossessarsi facilmente del portafogli, delle scarpe griffate o del telefono cellulare.

Le ulteriori investigazioni hanno permesso di risalire all’identità degli altri giovani, tra cui quattro minorenni, che avevano partecipato alla rapina denunciata presso il Commissariato Viminale. Dal contenuto delle conversazioni trovate nelle chat, gli investigatori sono risaliti ad altre due rapine commesse sempre dal gruppo di giovani, nei confronti di una commessa il 30 gennaio a piazza del Popolo, nel corso della quale la vittima era stato derubata di un cappellino e di una catenina d’oro, l’altra, nella stessa zona, il 23 gennaio; in questo caso la vittima dopo esser stata colpita con calci e pugni era stata derubata delle sue scarpe.

I capi d’abbigliamento indossati dal branco nel corso della rapina commessa alla fermata Termini della metropolitana, nonché i capi d’abbigliamento e le scarpe trafugate nelle precedenti rapine sono stati rinvenuti nel corso delle perquisizioni delegate dalla Procura della Repubblica. Ulteriori elementi di prova sono arrivati dalla disamina dei telefoni cellulari sequestrati nelle cui conversazioni sui social network gli indagati si vantavano di quanto posto in essere, rivendicandone di fatto la paternità.

Le condanne

Essendo state accertate le responsabilità e il ruolo avuto da tutti i soggetti in ordine alla rapina commessa nella stazione metropolitana di Roma Termini e in ordine alle altre due rapine, anche con individuazioni fotografiche fatte dalle parti lese, il Gip, presso il Tribunale dei Minorenni, ha emesso quattro ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei quattro minori responsabili delle rapine, applicando nei loro confronti la misura cautelare della permanenza in casa.

In data 12 aprile, inoltre, il Gip presso il Tribunale Ordinario di Roma ha previsto poi nei confronti dei primi tre giovani maggiorenni, la misura cautelare degli arresti domiciliari e nei confronti dell’altro giovane, la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, eseguite il 13 scorso dagli agenti. Sono ancora in corso indagini volte ad accertare la commissione di altri delitti da parte della baby gang avvenuti a partire dal dicembre 2020.

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