Sono migliaia le persone che hanno partecipato al corteo di ‘Non Una di Meno‘ che ha sfilato per le vie del centro di Roma sotto lo slogan: ‘Lotto, boicotto, sciopero’. Sono partite da piazza Vittorio Emanuele e dopo essere passate per via Merulana e via Labicana, hanno gridato “Siamo più di ventimila”, arrivando davanti al Colosseo e “Marea sei bellissima”, all’ultima tappa del Circo Massimo.
Piume, parrucche, sciarpe, abiti e fazzoletti legati al braccio, tutti rigorosamente fucsia (o viola), il colore della lotta transfemminista per l’emancipazione, mentre dal camion che ha guidato il corteo risuonava musica dance e techno. Tantissimi i giovani tra la folla che si sono lasciati trascinare ballando e cantando tra un intervento e l’altro. “Non ci fermeremo finché non sarà distrutto il patriarcato“, hanno detto le attiviste dal megafono. E con le chiavi fatte agitare in aria a simboleggiare i luoghi che ancora non sono sicuri per le donne, a un certo punto, le manifestanti hanno dato vita a “un minuto di rumore”. Spazio anche all’intervento contro il genocidio a Gaza e per le donne palestinesi nello sciopero transfemminista che quest’anno è appunto contro “la violenza patriarcale, la guerra e la povertà”.
Teatro Argentina di Roma transennato per il sit in organizzato dalle attiviste di ‘Non Una di Meno’, nella giornata dell’8 marzo. Nel teatro sarebbe dovuto andare in scena questa sera lo spettacolo ‘November’ interpretato da Luca Barbareschi, che invece è stato sospeso da ieri.
“Le parole di Barbareschi sul movimento MeToo e sulle donne che hanno denunciato gli abusi per noi sono irricevibili”, dicono le attiviste al megafono. “Nel giorno dello sciopero transfemminista a occupare la scena del Teatro Argentina doveva essere uno dei simboli del patriarcato italiota – spiegano ancora le attiviste – Solo in una distopia, o in uno scherzo di cattivo gusto, è immaginabile che il protagonista della serata dell’8 marzo potesse essere Luca Barbareschi, regista, attore e direttore artistico noto per aver violentemente sminuito le voci delle attrici che grazie al MeToo stanno denunciando anni di molestie e abusi nel mondo del teatro e del cinema, oltre che per aver fatto fallire, a suon di fondi pubblici straordinari, uno dei teatri più importanti di Roma, il Teatro Eliseo”.
Cortei e manifestazioni in 60 città italiane per la Giornata internazionale della donna, oggi 8 marzo. Sotto lo slogan: ‘Lotto, boicotto, sciopero’ da Torino a Roma ‘Non Una di Meno’ chiama allo “sciopero dal lavoro produttivo, riproduttivo e di cura, sciopero dai consumi e dai generi” e a scendere in piazza contro “la violenza patriarcale, la guerra e la povertà”.