Incendi a Ostia, 5 stabilimenti bruciati nella notte di fuoco dopo il Consiglio di Stato

Dalle 21 di mercoledì sera cinque stabilimenti balneari di Ostia sono stati incendiati. Cabine e pedalò bruciati in serie al Salus, all’Arcobaleno, al Plinius, dove la situazione è stata la più grave, al Capanno e al Vittoria dove sono stati bruciati anche gli storici pedalò a forma di cigni. Nella giornata di lunedì, inoltre, altri due stabilimento avevano subito atti simili, prima Le Dune e poi il Belsito.  

L’incendio di ieri è scoppiato poche ore dopo la sentenza del Consiglio di Stato sulle concessioni delle spiagge del X Municipio nella quale si dà ragione al Campidoglio riguardo la messa a bando degli stabilimenti. Che i roghi – che hanno avvolto il Salus, l’Arcobaleno, il Vittoria, il Plinius e la Capannina – siano accidentali, è davvero un’ipotesi improbabile. La pista dolosa è quella più concreta, qualcuno che molto probabilmente sul mare di Ostia ha grossi interessi che non vuole lasciarsi sfuggire.

Intorno alle 23 è stato fermato un uomo, considerato tra i presunti responsabili degli incendi. L’uomo, 25enne italiano, è stato bloccato nei pressi dello stabilimento Mami. Vicino a lui c’era una donna. Entrambi sono stati portati in commissariato e ascoltati. Oggi verranno sentiti nuovamente. La posizione dell’uomo, stando a fonti della questura, sarebbe quella più delicata tanto che oggi potrebbe scattare per lui l’accusa di incendi dolosi. Da chiarire quella della donna, italiana anche lei.

Negli ultimi giorni sono sette gli stabilimenti che sono stati dati alle fiamme. Il sindaco Roberto Gualtieri ha sentito telefonicamente il prefetto di Roma Lamberto Giannini e il consulente per la legalità Francesco Greco, mentre oggi si terrà un incontro al Cosp in prefettura per affrontare la questione. L’assessore Tobia Zevi sempre ieri sera si era recato sul posto per seguire da vicino le operazioni di spegnimento dei roghi, andate avanti per ore.

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