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Dicembre 4, 2022, domenica

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Incidente sul lavoro: morto un operaio ad Aprilia

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Continua ad aumentare il numero di morti bianche sul lavoro che attraversano tutta Italia. Questa volta la vittima è un operaio di 32 anni di Aprilia, il quale sarebbe morto schiacciato schiacciato dal muletto che stava guidando. La dinamica dell’incidente è ancora da ricostruire.

Incidente sul lavoro: l’operaio di Aprilia è l’ennesima vittima

Il fenomeno delle morti bianche sul lavoro continua a rappresentare un dato preoccupante. A metà del 2022 il numero di vittime sul posto di lavoro è salito a quasi 600, rendendo ancor più evidente la necessità di adottare misure specifiche per contrastare una tendenza in costante aumento. Stavolta la vicenda si sposta nel Lazio, più precisamente ad Aprilia: qui, un operaio di 32 anni originario di Nettuno è morto durante l’orario di lavoro sabato 18 giugno. Secondo una prima ricostruzione dell’incidente, il giovane sarebbe rimasto schiacciato dal muletto che stava guidando, il quale si sarebbe ribaltato durante la fase di trasporto merci. I medici del 118 sono giunti prontamente sul luogo dell’incidente, poco dopo l’allarme, ma non c’è stato nulla da fare per l’operaio: i soccorsi non sono stati sufficienti per salvargli la vita. Sul posto, una ditta sulla Pontina, si sono diretti anche i carabinieri della Stazione di Aprilia con lo Spresal di Latina. Le Forze dell’Ordine sono al lavoro per ricostruire la dinamica dell’accaduto e la salma dell’uomo resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per un’eventuale autopsia.

Le denunce all’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (Inail) rappresentano un dato sconcertante nel quadro nazionale: da gennaio ad aprile il numero di denunce di infortuni sul posto di lavoro sono salite a 254.493, 261 dei quali hanno lasciato dietro di sé un cadavere. Sono in aumento anche le segnalazioni di patologie di origine professionale, con un numero che era salito a 19.287. Ad oggi si registrano 587 morti sul posto di lavoro o in itinere, comprendendo anche i lavoratori non assicurati all’Inail, quelli in nero e gli agricoltori – spesso pensionati – che continuano a lavorare. 

Maria Claudia Merenda

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