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Dicembre 3, 2022, sabato

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Indagati sedici dipendenti per vilipendio di cadavere e truffa

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Indagati tredici dipendenti Ama e tre impiegati di agenzie funebri per vilipendio di cadavere e truffa in concorso. Stando alla ricostruzione delle indagini, avrebbero fatto a pezzi i cadaveri del cimitero di Prima Porta di Roma per poi chiedere soldi ai parenti dei defunti.

Indagati tredici dipendenti Ama e tre di varie agenzie funebri: l’accusa è di vilipendio di cadavere e truffa in concorso

Si tratta di una vera e propria truffa ai danni dei parenti di defunti, ai quali venivano chiesti dai 50 ai 300 euro per procedere a “idonea estumulazione”: è la scusa dietro la quale si nascondevano tredici dipendenti Ama (Azienda Municipale Ambiente) e tre impiegati provenienti da altrettante agenzie funebri, come riporta Fanpage.it. Secondo quello che è emerso dall’inchiesta riportata da Fanpage, questi avrebbero cercato di arrotondare così lo stipendio e, nel frattempo, avrebbero sezionato dei cadaveri con dei coltelli all’interno dei loculi del cimitero di Prima Porta di Roma. Il primo caso risale a due anni fa, al 27 gennaio 2020: così un dipendente di un’agenzia funebre avrebbe chiesto agli addetti dell’Azienda Municipale Ambiente di fare a pezzi un cadavere all’interno di un loculo del cimitero, per poi contattare una parente del defunto con la richiesta di pagare 300 euro, affermando che i soldi «sono necessari per trasferire i resti in una cassetta più piccola e servono per lucidare la lapide».

Facendo credere ai parenti dei defunti che «questa somma aggiuntiva fosse necessaria per procedere alla legittima attività di estumulazione della salma», i dipendenti avrebbero invece smembrato i cadaveri per poi gettarli nell’ossario comune. L’episodio non sarebbe un caso singolo, ma si sarebbe ripetuto più e più volte nel corso degli anni. A portare alla luce le attività illegali del gruppo sono state le videocamere dei Carabinieri del nucleo radiomobile di Roma, nascoste in vari punti del cimitero di Prima Porta in dei vasi posti davanti ai loculi. Tutti i sedici indagati sarebbero stati rinviati a giudizio, con un’udienza ad ottobre durante la quale verranno ascoltati i primi testimoni.

Maria Claudia Merenda

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Fonte: Fanpage.it

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