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Febbraio 25, 2024, domenica

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Inter, in avanti serve una soluzione

Le punte di riserva Arnautović e Sánchez si sono rivelate non all’altezza

Se c’è da trovare un difetto al cammino quasi perfetto dell’Inter in campionato, esso ha a che fare con la rosa attaccanti. Sebbene siano 4 gli attaccanti attualmente a disposizione, in realtà, considerando l’apporto offerto, sono soltanto 2: Lautaro e Thuram. Sì, perché Arnautović e Sánchez nelle rare volte in cui sono stati chiamati in causa da Inzaghi, non hanno lasciato il segno. Un po’ per grossi demeriti loro, un po’ perché la squadra non ha saputo servire loro palloni facilmente giocabili. Il punto è che per quest’Inter che punta tutto o quasi sulla seconda stella questa situazione non può più andare bene. Perché giocando più partite non si può contare soltanto sulle prestazioni monstre dell’argentino e del francese, che insieme non solo si esaltano ma si completano. Ci vuole qualcosa in più, che non passerà dal mercato di gennaio, che senza qualche cessione può considerarsi definitivamente chiuso con l’arrivo di Buchanan. Il vice Dumfries e sostituto di Cuadrado è la ciliegina sulla torta del mercato nerazzurro, l’unica possibile visti anche i bassi costi dell’operazione. Se questa è la situazione cosa si potrà mai fare per sistemare l’attacco?  

Henrix Mxit’aryan nuova punta?

Considerando il rendimento sin qui più che deludente di Arnautović e Sánchez, una soluzione per mettere in sicurezza l’attacco sarebbe far giocare Mxit’aryan davanti. Quando uno tra Lautaro e Thuram avrà bisogno di rifiatare, ecco che l’armeno, che in carriera ha giocato anche come trequartista, potrebbe operare nei pressi della porta avversaria. Così facendo si libererebbe un posto a centrocampo che potrebbe essere occupato da Frattesi, che nel 2023 con la maglia dell’Inter ha giocato davvero poco. In questo modo potrebbe finalmente mettere minuti nelle gambe e crescere, divenendo un titolarissimo a cui non sarà più possibile prescindere. Al di là degli interventi che Inzaghi dovrà fare in attacco, l’Inter, grazie alla rosa profonda di cui dispone, è comunque destinata a lottare con la Juventus per lo scudetto. Come ci ricordano i bookie più autorevoli i cui siti possono essere consultati direttamente su OddsChecker, che funge da aggregatore nel momento in cui li ordina e in aggiunta ne rileva i punti di forza e le offerte, tra cui i bonus senza deposito, difficilmente il Milan potrà insidiare questa corsa a due. Questo perché è distante dalla vetta e, soprattutto, è troppo penalizzato dai tanti infortuni. A oggi se ne contano più di 30.

La parabola discendente dell’austriaco

Se a giugno quasi sicuramente davanti cambierà tutto, come succederà anche a centrocampo con l’arrivo di Zieliński, a gennaio, salvo la mossa di cui sopra, si potrebbe tentare di recuperare psicologicamente Arnautović. L’austriaco a differenza di Sánchez non è ancora a fine carriera perché può garantire almeno un’altra annata giocata a buon livello. Come quelle che assicurava quando militava per il Bologna. La sensazione è che la parabola discendente che sta vivendo sia frutto della smania di fare bene a tutti costi, per dimostrare che è un giocatore da grande squadra. Ogni volta che tocca un pallone prova la giocata e quando deve soltanto spingere il pallone in rete si incarta. Questo succede perché mentalmente non è tranquillo. Forse a pesare è anche il fatto che l’Inter gli ha dato una seconda chance da non fallire, dopo che più di 10 anni fa aveva vestito la maglia nerazzurra all’epoca dei fasti mourinhiani, senza però trovare spazio. Ecco, se il ragazzo si tranquillizzerà dimenticando la sua ossessione per la rete potrebbe dare una mano all’Inter. Diversamente Mxit’aryan verrà schierato in avanti.

Il caso Sánchez

Sánchez diversamente da Arnautović è ormai un calciatore che non può più fare la differenza. Un po’ per l’età anagrafica, un po’ per il fatto che non ha più nulla da chiedere alla sua carriera. L’Inter ha sbagliato quando ha deciso di riprenderselo. Se è vero che serviva un giocatore low-cost che avesse esperienza, col senno di poi sarebbe stato meglio lanciare un giovane della Primavera. Forse avrebbe offerto un apporto maggiore.



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