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Agosto 12, 2022, venerdì

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Josè Mourinho dopo Leicester-Roma: “All’Olimpico la prima finale”

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Un buon pareggio, visto anche lo storico dei capitolini in Inghilterra, per la Roma di Josè Mourinho al cospetto del Leicester City di Brendan Rodgers nell’andata delle semifinali di Conference League. I giallorossi, in uno Stadio Olimpico strapieno, si giocheranno il passaggio del turno all’ultimo atto della competizione (in programma a Tirana) in quella che potrebbe essere considerata come la prima finale del torneo. Chi uscirà vincitore dal confronto della Città Eterna, infatti, staccherà il pass per l’Albania.

La conferenza stampa di Josè Mourinho dopo Leicester-Roma di Conference League

Un pareggio nella gara d’andata, i suoi pensieri in vista del ritorno?
“La gara di ritorno sarà come una finale giocata a Roma. Dobbiamo vederla così. Non pensiamo a Tirana, pensiamo alla finale che giocheremo giovedì. Credo che ogni tifoso romanista prima della partita avrebbe firmato per il pareggio. Non dico che sarà facile, non lo è affatto, ma per il Leicester non fa differenza giocare in casa o fuori, ma per noi si. Loro hanno la maturità, la classe e l’esperienza della Premier League. Per noi fa la differenza giocare in casa con  70 mila tifosi a spingerci. La partita è stata difficile, nel primo tempo abbiamo giocato come volevamo, nel secondo come ci ha spinto il Leicester. Complimenti a loro, il risultato è giusto e lo accettiamo. Al ritorno sarà come una finale”.

Cosa non ha funzionato nella ripresa? Si poteva fare meglio
“Abbiamo perso palla troppo facilmente, loro sono una squadra molto forte in attacco e che spende molte energie, quando attaccano concedono spazi e noi non li abbiamo sfruttati. Perdendo palla non avevamo il tempo di spingere come nel primo tempo, dovevamo restare indietro e non potevamo finire la partita 1-0. Avremmo potuto, non ricordo grandi parate di Rui Patricio, ma quando l’avversario tiene palla così tanto tempo nella tua metà campo il gol può arrivare. Alla fine è stato un risultato giusto”.

Complimenti intanto per il risultato. Nella ripresa gli esterni indietreggiavano, una scelta o altro?
“Non è stata una scelta, penso che loro abbiano rischiato, tenevano sempre un giocatore aperto che arrivava dopo il terzino. Ammetto che tanto Zalewski e Karsdorp hanno abbassato un po’ l’intensità, posso accettare che siano stati influenzati da questo e dal fatto che la squadra aveva meno energie non solo fisiche ma anche emotive. Dopo abbiamo cambiato a centrocampo con Oliveira, Cristante e Veretout, creando una linea più fisica che appoggiasse Zaleski e Karsdorp e abbiamo controllato meglio. Dopo il loro gol si poteva pensare che il Leicester avrebbe creato di più ma è finita lì, negli ultimi minuti non siamo stati in difficoltà. È stata una bella partita, l’Uefa deve essere contenta del fatto che una competizione che molti consideravano minore è diventata più una semifinale di Europa League”.

Il siparietto con Rodgers?
“Mi ha regalato il miglior vino portoghese, si è lamentato del fatto che la bottiglia era molto costosa. Non so come abbia fatto a trovarla, così come a pagarla (ride, ndr)”.

La berrà in caso di finale o solo se vincerà la finale?
“La berrò la prossima settimana (ride, ndr), non importa che succederà. Sono felice di aver rivisto Brendan e della carriera che sta facendo. Abbiamo condiviso un desiderio: chi vincerà la finale di Roma vincerà quella in Albania”.

L’Olimpico una fortezza per lei, solo una partita persa nel 2022.
“Non saprei, è uno stadio troppo piccolo per l’entusiasmo dei tifosi, dovrebbe essere di 300 mila posti. Sarà pieno e bellissimo, l’ultima volta nella semifinale con il Manchester United c’era un risultato che non motivava e lo stadio vuoto o quasi per colpa del Covid. Questo risultato invece ci dà speranza e stavolta ci sarà lo stadio pieno”.

Oggi partita arbitrata all’inglese, la Roma si trova meglio con questo metro di arbitraggio?
Se non sbaglio l’arbitro di oggi c’era già quando ero al Real Madrid, ha grande esperienza e ha arbitrato la partita di oggi con la sigaretta in bocca, è stato facile per lui. I giocatori si sono comportati bene, solo un paio di gialli per parte. Ci sono arbitri di qualità in Italia, non c’è dubbio, anche se a volte siamo stati sfortunati.

Le condizioni di Mkhitaryan? Una curiosità tattica: mai concessa la profondità a Vardy, replicherete questa strategia anche al ritorno?
“Vediamo, diamo merito ai giocatori, principalmente a Smalling che ha fatto una partita straordinaria e che è diventata più difficili. Il Leicester ha giocatori con caratteristiche simili come Barnes, Iheanacho e Ayoze Perez, hanno una panchina d’oro. Faccio un po’ fatica a parlare del ritorno perché abbiamo una partita domenica. Abbiamo fatto uno sforzo tremendo in questo campionato per arrivare a qualche obiettivo. Abbiamo giocato 13 partite di giovedì, qualcosa di durissimo. Ora siamo quinti e mancano 4 partite per tutti, per noi come per Lazio, Atalanta e Fiorentina, con condizioni pari per tutti visto che giocheremo due partite in casa e due fuori. Meritiamo il quinto posto e vogliamo finire quinti, testa al Bologna. Mkhitaryan? Non è uno che lascia il campo con sensazioni negative, quando lascia il campo lo fa perché è infortunato”.

50% di possibilità per Roma e Leicester, la pensa allo stesso modo? Chi uscirà vincente sarà la favorita per la finale?
“La penso allo stesso modo. Per la favorita, ho giocato tante finali e non mi sono mai considerato favorito e ho sempre fatto lo stesso anche con l’avversario. Questa non è Conference League, è Europa League. Ci sono squadre di Premier League, Serie A, Eredivisie, c’è la seconda di Ligue 1… Tutte squadre di qualità. Ma non è la competizione del Leicester e del Marsiglia, sono qui perché sono arrivate qui dopo il terzo posto nel loro gruppo. È la competizione nostra e del Feyenoord. Quindi la finale dovrebbe essere Roma-Feyenoord (ride, ndr)”.

Siete rimasti in vantaggio per 50′, qualche rimpianto?
“No, penso che per il loro dominio e per il nostro baricentro basso, il fatto che si conceda il gol del pareggio è qualcosa che va accettato come una conseguenza logica della partita. Ma la verità è che anche col baricentro basso non abbiamo avuto grandi problemi. Non ho visto una partita strepitosa di Rui Patricio e non abbiamo avuto problemi a questo livello”.

Smalling perdeva sangue dal naso, se l’è rotto?
“Sanguinava, si, ma se è rotto non lo so”.

(Photo credit: AS Roma)

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