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Agosto 10, 2022, mercoledì

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Laurentino 38: dopo la morte di Gianmarco Pozzi, 8 arresti per spaccio di droga

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Dopo la morte dell’ex campione di kick boxing Gianmarco Pozzi, il cui corpo è stato ritrovato in un’intercapedine larga poco meno di un metro sull’isola di Ponza, continuano le indagini sullo spaccio di droga partito dal Laurentino 38. I carabinieri di Formia arrestano 8 persone.

Laurentino 38: la morte di Gianmarco Pozzi e la rete di spaccio

Le indagini sono partite in seguito alla morte del kickboxer 28enne Gianmarco Pozzi, rinvenuto privo di vita in un’intercapedine di circa 80 centimetri sull’isola di Ponza, dove faceva il buttafuori: il corpo dell’uomo a torso nudo e scalzo riportava numerose ferite, causate – stando ai soccorritori accorsi sul posto – dall’impatto dopo la caduta. Fin dal ritrovamento del cadavere, risalente al 9 agosto di due anni fa, si è pensato a circostanze notevolmente differenti da una semplice morte accidentale. Dalle indagini, durate due anni, i carabinieri di Formia su richiesta della procura di Cassino sono risaliti ad un giro di spaccio di circa 150 mila euro mensili che dal Laurentino 38 attraversava il mar Tirreno per raggiungere l’isola di Ponza, per un incasso di cinquemila euro al giorno. I carabinieri della zona sono riusciti ad arrestare otto persone, cinque delle quali agli arresti domiciliari e tre all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria: tutti sono stati ritenuti responsabili di detenzione e spaccio di droga.

Secondo gli inquirenti i centri di distribuzione della droga – in particolare hashish e cocaina – sono da individuare non solo nella capitale, nel quadrante sud, ma anche nell’hinterland napoletano. Tuttavia, la piazza di spaccio più importante ed il centro organizzativo da cui partiva il tutto era proprio il Laurentino 38. Dalle indagini, è inoltre risultato che la morte di Gianmarco Pozzi, seppur sia stata il fattore scatenante delle investigazioni, non sia direttamente collegata alle reti di spaccio della zona: la sua morte è ancora avvolta dal mistero, nonostante alcune persone coinvolte nel traffico di droga avessero un effettivo legame con il kickboxer romano. 

Maria Claudia Merenda

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