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Settembre 16, 2021, giovedì

Lazio in crisi, scuole al collasso: all’appello mancano 2800 docenti

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Lazio in crisi: nelle scuole della Regione la situazione risulta critica: con la riapertura mancano all’organico ben 2800 insegnanti, 1.600 solo tra Roma e provincia. Le criticità maggiori si riscontrano nella Città metropolitana, dove si attendono anche 700 unità di personale Ata, come afferma Mario Rusconi, al vertice dell’Associazione dei presidi di Roma.

Lazio in crisi: tra rinunce, sostituzioni per mancanza di Green Pass ed errori in graduatoria

Lazio in crisi: servono 2800 insegnanti nelle scuole. “Ci auguriamo che a breve questo numero possa azzerarsi per dare un avvio completo alla scuola e superare una criticità che non dà continuità e stabilità alla didattica”. Queste le parole di Mario Rusconi, portavoce dell’Associazione dei presidi di Roma. Cresce il numero di cattedre scoperte a causa di rinunce, sostituzioni per mancanza di Green Pass ed errori in graduatoria. L’Ufficio scolastico regionale assicura la soluzione del problema entro la fine della settimana, ma l’anno scolastico è già avviato e le lacune costringono a diminuire le ore di lezione effettive.

Sistema scolastico regionale in tilt: scuole al collasso

Sono diversi gli istituti con situazioni davvero precarie, dove il numero di docenti attesi va oltre la media regionale. È il caso dell’Istituto Comprensivo Villaggio Prenestino di via Fosso dell’Osa. Questo conta ben 130 insegnanti e 1200 alunni, ma all’appello mancano 17 docenti. “Lo scorso anno i posti vacanti sono stati coperti solo a febbraio. Quelli che mancano sono i docenti di sostegno”, spiega la preside dell’Istituto Giusy Ubriaco. Si è tentato con supplenze brevi, ma senza successo. Inoltre, la preside spiega come siano impossibili le convocazioni visto che il sistema si blocca continuamente. Diversi i docenti assenti per malattia, maternità e alcuni no vax. Di difficile sostituzione gli sprovvisti di Green Pass perché “per i primi cinque giorni si considera come assente non giustificato e solo dopo scatta la sospensione” spiega la preside Ubriaco. Per ora l’unica soluzione è la riduzione dell’orario scolastico. Altro caso emblematico è quello dell’Istituto comprensivo Via San Biagio Platani, a Torre Gaia. Anche in questo caso le cattedre vacanti sono ben trenta e riguardano soprattutto insegnanti di sostegno della scuola primaria. Si adotterà la riduzione delle ore di lezione fino al primo ottobre “mentre con gli insegnanti di sostegno presenti abbiamo fatto un’assegnazione provvisoria delle classi, in modo tale da dividere le ore tra gli alunni disabili da coprire” dichiara la preside dell’istituto Valeria Sentili. “La progettazione del percorso individuale con gli obiettivi formativi potrà iniziare solamente dopo che sarà completo l’organico” continua la preside, quindi bloccata momentaneamente la formazione di circa un centinaio di bambini fragili. Tristemente significativo il caso dell’Istituto Pier Luigi Nervi, sezione Scienze Umane a Segni. Presenti solamente gli insegnanti di religione, educazione fisica e matematica. Mancano all’appello quasi tutti i docenti e alcuni sono costretti a fare supplenza in due classi contemporaneamente.

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