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Settembre 16, 2021, giovedì

”Le lacrime di Kabul”, omaggio a Gino Strada: la nuova opera della street artist Laika

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Nella notte del 15 agosto, a Roma, è apparsa Le Lacrime di Kabul; una nuova opera della Street Artist Laika: un omaggio a Gino Strada, fondatore di Emergency recentemente scomparso.

Le Lacrime di Kabul: Laika, la situazione in Afghanistan e l’omaggio a Gino Strada

L’opera di Laika Le Lacrime di Kabul (Omaggio a Gino Strada) è apparsa nella notte del 15 Agosto, a Roma, in via Andrea Provana, all’angolo di via Biancamano. L’opera raffigura un bambino afghano con delle bende sulla testa e sull’occhio destro che si rivolge a Gino Strada e dice di avere paura. Il bambino piange, le sue lacrime hanno il colore della bandiera afghana e rappresentano la sofferenza del suo popolo. La paura di un futuro pieno di ulteriori violenze e sofferenze. All’interno de Le Lacrime di Kabul ci sono numerosi riferimenti al fondatore di Emergency, a cui Laika vuole rendere omaggio, ed è chiara la volontà da parte dell’artista di comunicare le sue preoccupazioni riguardo la presa dell’Afghanistan da parte dei talebani. Le stesse preoccupazioni che Gino Strada ha raccontato nel suo ultimo articolo, pubblicato proprio il giorno della sua morte. L’artista dichiara a proposito de Le Lacrime di Kabul e dell’attuale situazione in Afghanistan:

Nessuno più di Gino Strada può avere avuto idea di ciò che è stata la vita in Afghanistan negli ultimi vent’anni. Un paese nel quale ha vissuto sette anni della sua vita; oggi torna ad essere al centro dell’attenzione internazionale come totale fallimento degli Stati Uniti e dei paesi NATO, compresa l’Italia. Non posso immaginare cosa stia vivendo quel popolo in questo momento; però so che in Afghanistan non potranno più contare su un uomo che per quel paese ha dato tanto e che ha regalato al mondo un’organizzazione come Emergency che, nella sua storia, ha curato gratuitamente più di 11 milioni di persone.  Gino Strada è un uomo dalla parte giusta della Storia e tutti noi non possiamo che dirgli grazie”.

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