Mina, chi è il marito Eugenio Quaini

Per Mina quello con Eugenio Quaini è il secondo matrimonio. Mina, infatti, si è sposata per la prima volta nel 1970 con il giornalista Virgilio Crocco, padre della sua secondogenita Benedetta. Crocco, coetaneo della cantante (classe 1940), è scomparso tragicamente in un incidente d’auto nel 1973.

Un altro rapporto sentimentale che ha segnato la vita di Mina è stato quello con l’attore Corrado Pani. Dal loro amore il 18 aprile 1963 è nato Massimiliano, oggi nonno e da tanti anni produttore esecutivo dei dischi della madre

 I due si sono sposati nel 2006 a Lugano, in Svizzera, dando una cerimonia estremamente privata e riservata a pochi intimi tra amici e parenti. Prima di convolare a nozze però, i due sono stati insieme per ben 40 anni e Mina ha deciso di acquisire il cognome del marito dopo il matrimonio. Per chi se lo stesso chiedendo, Eugenio e Mina non hanno avuto figli.  

Mina, chi è l’ex marito

Virgilio Crocco nacque a Roma il 2 novembre 1940. Giornalista del Messaggero di Roma, si occupava soprattutto di cronaca nera. Balzò lui stesso agli onori delle cronache quando sposò la cantante Mina a Trevignano Romano, sul lago di Bracciano, il 25 febbraio 1970. Dalla loro unione l’11 settembre dell’anno seguente nacque Benedetta Mazzini. Ma il matrimonio si era concluso prima del lieto evento con una separazione.

Virgilio Crocco firmò numerose inchieste e fu chiamato a testimoniare durante il dibattimento per il processo del Rogo di Primavalle, essendo stato uno dei primi cronisti a giungere sul posto e ad assistere all’intera tragica scena. Ma non poté però mai deporre al riguardo, a causa della sua prematura scomparsa. Morì negli Stati Uniti, dove si era recato per un’inchiesta giornalistica, in un ospedale di La Crosse, nel Wisconsin, il 18 ottobre 1973, a seguito di un grave incidente automobilistico nel quale era stato coinvolto assieme al collega del Messaggero Eugenio Malgeri, rimasto gravemente ferito. La sua scomparsa è però sempre stata circondata da un alone di mistero: secondo alcuni, fu la criminalità romana (e non solo), particolarmente attiva in quegli anni, a firmare la sua condanna a morte.

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